GUEST POST: SILVIA PEDRI

Ospito nel mio blog il post di un’amica, Silvia Pedri, che ha scritto per me: parla di questo periodo, con la grazia e l’intelligenza di cui è ricca. Buona lettura!

Creare il Miracolo della Luce e della Felicità. Eccolo!

di Silvia Pedri

In questi tempi “bui”, solstiziali, mi capita di pensare spesso alla carta astrale di una mia amica. Adoro sbirciare nelle carte astrali altrui, soprattutto in quelle degli amici, persone creative, ribelli, brillanti. Sono carte pessime. Nei loro abissi, trovo le loro risorse di luce. Risorse che, a guardarle da fuori, sembrano infinite. E, di fatto, lo sono.

In questi giorni del Solstizio d’Inverno, che tengono ancora in prigione il Sole prima della sua Rinascita, mi chiedo qual è il loro, qual è il nostro segreto.

Nella carta astrale di nascita c’è tutto. E tutto quello che c’è, puoi star sicuro, si realizza. E poi c’è altro, l’oltre. Il Destino che ci viene a bussare quando noi siamo pronti, quando siamo maturi. E quello non lo vedi, non lo puoi a volte neppure immaginare. È oltre il determinismo della tua impronta energetica, è il miracolo della tua costituzione fisica superata. Quello non ti è dato. L’hai fatto tu.

Nella carta astrale di nascita ci sono tutti i talenti che puoi sviluppare, i desideri che vorresti realizzare, e le ferite che ti impediscono di muoverti. Non ti puoi muovere tanto fanno male. Queste ferite sono zone buie che ti risucchiano e ti prosciugano. Zone in cui devi imparare a resistere alle correnti, in cui ti sembra difficile anche solo sopravvivere, zone di grande profondità interiore ed esperienziale. Paludi insidiose. Paludi che, a volte, in modo parziale o totale, possono anche essere bonificate.
Certo, ci vuole un miracolo. Solo un miracolo potrebbe.

Può.
Si può.
Ne ho le prove.

Il successo di Marzia Lupi (Permettimi questo nome. Io racconto solo storie vere ma ci tengo, nel rispetto dei protagonisti, che non siano riconoscibili.) era prevedibile. In effetti aveva sperimentato fin da giovane che era possibile. Scriveva poesie. Vinceva concorsi di poesie. Zac. Per dire. E’ solo un esempio. Ma era così. Il valore c’era. E nel suo caso da subito era apprezzato. Si potrebbe dire “era fatta così”. Ha il Sole al Medio Cielo, a Sud, nel posto più luminoso, e ha il pianeta del segno dove sta il Sole nel suo domicilio e angolare quindi fortissimo. È una persona portata a risplendere di luce propria.
Fa piacere, per carità. Sarà stata contenta. Fa anche un po’ invidia, agli altri comuni mortali. Ma lei non era felice. La felicità non c’entra niente con i concorsi vinti o i libri pubblicati. È tutt’altra cosa.
Si dice che per fare soldi bisogna averne un po’. Questo vale anche per la felicità. Bisogna partire da qualcosa. Lei partiva da ben poca roba.
In lei, nella sua energia e nella sua vita, tanta Luce si affiancava ad altrettanto Buio.
E le chiavi per integrare questi disagi non erano disponibili.

In questi giorni pensavo Eh beh certo avrà avuto un buon Saturno! Ehh beh ha un buon Marte si vede! E poi col sostegno di Giove è facile.
Sostegno un accidente. Saturno è in esilio. Giove retrogrado in fase distruttiva. E Marte vabbé sì, ce l’abbiamo. Ma non basta.

Questa persona la perseveranza e la capacità di concretizzare l’ha creata, da zero (Saturno in esilio), grazie all’uso appassionato e attento della sua intelligenza, l’espansione della sua gioia (Giove) l’ha creata, ribaltando gli schemi (Se il pianeta è retrogrado il suo moto e il tuo movimento non possono certo andare “diritti”. Ma possono trovare il loro verso giusto…) e nutrendosi con abbondanza e generosità (Giove. Chi non ce l’ha se lo dia!) dell’energia spirituale più giusta per lei.

La sua anima, insomma, in ginocchio dentro una personalità con oggettive (o soggettive, che è uguale) difficoltà, non si è arresa.
Ha fiutato ciò che era Buono.
Ha perseverato.

Marzia, che adesso nella sua disciplina è leader a livello mondiale, ha proceduto per anni tra le lacrime.
Nessuno la sosteneva. Tutti sembravano urtati, sconcertati o addirittura offesi dalle sue scelte.
Le persone a lei più care, poi, quelle a cui lei teneva di più, non solo disprezzavano la strada che stava percorrendo perché non era nelle loro corde ma anche soffrivano del suo successo perché volevano averne di più loro. Sono situazioni molto frequenti, molto umane, molto comprensibili e perdonabili. Ma fanno molto male. Soprattutto quando durano diversi anni.

Marzia aveva successo. Lo sappiamo, era nata per il successo. Non lo cercava nemmeno. Faceva solo quello in cui credeva, nel modo in cui era capace, impegnandosi con amore e serietà. E, dal momento che amore serietà e capacità ne aveva da vendere, veniva molto bene. L’unica cosa che la confortava era l’affetto delle persone a cui si dedicava.

Il successo, badate bene, è una cosa seria, una cosa vera e reale. Un albero con radici. Qualsiasi albero, anche quelli nati per ricevere più luce, cresce lentamente. Deve essere coltivato con pazienza. Deve essere amato in modo disinteressato. Come un figlio. Perché, in ogni momento, non sai mai che cosa diventerà. Se mai diventerà qualcosa.

In ogni caso, il successo è niente, non vale niente, se non sei felice. E la felicità dipende da ben altro.
Tutto questo altro era negato dalla sua carta astrale. Era, evidentemente, debole, ferito, poco probabile o francamente impossibile.

Così è.
Tutto si è verificato puntualmente.
Così fu.

Chi vede adesso Marzia non la riconosce nella sua carta astrale. Ma lei, in passato (io che ho avuto il privilegio di conoscerla lo so) ha vissuto tutti i dolori che la carta mostra. Adesso ha lo sguardo terso e gioioso di una bimba felice e di una ragazza innamorata e ha la famiglia di una donna pienamente appagata. Ma ogni volta che guardo la sua carta astrale non posso trattenermi dal pensare quanto è stata brava a realizzare, giorno dopo giorno, procedendo sulle sue sole gambe, il miracolo.
Non posso trattenermi dall’osservare che il miracolo è possibile.

Avrebbe potuto non riuscire. Avrebbe in realtà dovuto non riuscire.
Il successo che le era dato dalla sua costituzione energetica avrebbe potuto essere tanto. Ma sarebbe dovuto essere parziale, del tutto settoriale.

E lascia che ti sveli il “segreto” che il 99% delle volte il successo molto grande è anche molto parziale. Si alimenta proprio della sua parzialità e dei suoi squilibri, dei suoi infiniti punti di Buio.

Il miracolo è altro e oltre rispetto al successo.
Il miracolo è fare succedere la felicità.

Miracolo è creare felicità dove non c’è e farla crescere con umiltà, pazienza e determinazione.
Senza troppe speranze. Ma senza mai perdere la speranza.

Il miracolo non si desidera, non si progetta, non si crea. Avviene.
Avviene quando noi siamo maturi, quando abbiamo coltivato le nostre energie in modo che ogni parte di noi offra a noi e al mondo il suo particolare, unico, fiore.

Silvia la trovi qui: www.silviapedri.com

LA MIA PAROLA DELL’ANNO 2019

Partiamo dalle piante. Parto molto spesso da loro, in effetti. Mi chiedo, ogni volta che vedo un Tarassaco (Taraxacum officinalis) spuntare tra le crepe di uno scalino, magari nel centro della città, mi chiedo: ma come cavolo ha fatto? Come ha fatto quel piccolo seme ed arrivare fino qui, a germogliare, a cacciare le prime foglie, poi la rosetta basale infine gli steli ed i fiori? Come fa a nutrirsi, a vivere, come è possibile?

Hai mai provato ad osservare da vicino una Rosa? Petali perfetti e delicati, profumatissimi. Dai colori che richiamano la conchiglia di Venere. Ma se guardi più in basso, le spine ti raccontano un altra storia. La Rosa si offre e si difende. Conosce il suo valore. Non ha paura di essere anticonformista: un fiore così delicato ha una sorpresa di spine.

La stessa ammirazione che mi suscita il Tarassaco cittadino la provo quando leggo o vedo storie ed opere di donne incredibili e ispiranti: Rosa Parks, prima di tutte. Lei che si è seduta su di un autobus, quando avrebbe dovuto, secondo le regole, lasciare il suo posto ad un bianco, nonostante la dura giornata di lavoro, nonostante i piedi distrutti, nonostante ci fossero altri posti liberi. Lei ha detto no. Ed il suo no ha cambiato le cose.

Maya Angelou, che se leggi la sua biografia sembra incredibile che sia una vita sola, e che abbia sempre combattuto per i diritti dell’umanità. Ma anche Marina Abramovic, che ha rischiato di essere uccisa da una pistola carica mentre rompeva, una ad una, le regole dell’arte e della performance, creandone altre (e se non hai mai letto il suo Manifesto, fallo subito). Artemisia Gentileschi, che ha dipinto il volto del suo stupratore nella testa di Oloferne, retta in mano da Giuditta.

La riflessione sulla ribellione, e su quello che significa questa parola, mi ha accompagnata negli ultimi giorni.

Ribelle: Più genericam., che si mostra impaziente a costrizioni o imposizioni esterne, indocile

Questa la definizione che ho trovato sulla Treccani, o almeno la parte che mi interessa di più, della parola RIBELLE. Indocile. Mi piace. Perchè dobbiamo essere docili? Perchè dobbiamo nascondere la nostra parte selvaggia e selvatica?

Ribelle. Si. Questo è l’augurio che voglio farmi per il 2019, questa è la strada che voglio percorrere. Ribelle per tutte le donne che si sentono appiccicare un’etichetta (a questo proposito, vai a vedere lo splendido lavoro che ha realizzato Laura Correggioli – dentro ci sono anche io!) e quella etichetta le limita, e non le libera.

Ribelle per tutte le donne che sono state schiacciate dai pregiudizio e dal razzismo: per le donne di colore, per le donne marocchine, per le donne africane, per le donne afroamericane, per le donne messicane, per le donne arabe, per le donne cinesi, per tutte le donne che sono discriminate perchè vengono da un paese straniero; per le donne senza figli, perchè non li hanno voluti, o perchè non li hanno potuti avere, per tutte le donne che si sentono dire “e voi? figli niente?” e per tutte le donne che un figlio non lo vogliono e non si sentono per nulla in colpa (e qui come non ricordare le Lunàdigas ed il loro progetto prezioso); ribelle per le donne che vogliono realizzare i loro sogni e credono che sia troppo tardi, o troppo presto, o che i loro sogni siano troppo; ribelle per le donne che si sono stancate di vestirsi in un certo modo, di parlare in un certo modo, di avere una relazione in un certo modo; ribelle come un Tarassaco o una Rosa, voglio permettermi le spine e il cemento senza dimenticare i semi e i desideri.

Ribelle per tutte le donne che non hanno potuto sedersi su un autobus, ribelle per tutte le donne che sono state bruciate su un rogo perchè conoscevano le erbe, ribelle per tutte le donne che hanno amato altre donne in epoche in cui era più difficile di adesso; ribelle per ricordarmi di guardare le cose sempre da un punto di vista diverso, per sapere che lo sguardo dell’Appeso è uno sguardo illuminato, per portare in me la saggezza della Sacerdotessa e la leggerezza del Matto.

Ribelle perchè voglio tracciare nuove strade, far crescere il mio lavoro nel modo che dico io, ascoltare le piante e farle parlare con le persone, realizzare spettacoli teatrali geniali con chi viene detto matto o disabile; perchè nella ribellione esiste l’atto creativo e artistico, perchè il processo è la parte più importante del risultato.

In questo momento storico così conforme, in cui è diffusa la paura del diverso, dello straniero, di chi non risponde a certe leggi sociali, io mi siedo dalla parte della minoranza. Io mi siedo proprio accanto agli scomodi, a chi si alza per dire la sua, a chi non si lascia spostare dal sentire o dal vedere comune.

RI – BELLE: belle due volte. Perchè quando sei nel pieno della tua natura, splendi di più.

If you don’t like something, change it.  (Maya Angelou)

Se ti piacciono le ispirazioni visive, qui trovi la mia moodboard dedicata alla mia parola dell’anno 2019: BE REBEL!

STARCHILD: INTERVISTA AL MAZZO

Se hai un nuovo mazzo e vuoi conoscerne le caratteristiche principali, una delle migliori (e più divertenti) cose da fare è sicuramente l’intervista al mazzo: una stesa dedicata alla conoscenza profonda delle carte con cui lavorerai. Qui ne ho parlato in maniera approfondita: oggi lavoriamo con lo Starchild Tarot, creato da Danielle Noel.

Partiamo con le domande al mazzo e con le loro interpretazioni:

Qual è la tua caratteristica principale?

La carta è il Sette di Denari, Seven of Crystals. che in questo mazzo è rappresentato da una donna in meditazione. Effettivamente questo mazzo, anche per come viene presentato dalla sua autrice nel libro che lo accompagna, è molto meditativo. I colori, le sensazioni che emergono dalle immagini sono sicuramente attinenti ad una parte spirituale dell’esistenza. Il Sette di Denari ci dice che questo mazzo è un mazzo che puoi usare quando hai bisogno di intuizione, quando sei nel mood giusto per aspettare che i significati vengano a te, senza cercarli ma nell’attesa fertile. Attesa, meditazione, fiducia, consapevolezza di aver fatto un buon lavoro.E’ dunque un mazzo da meditazione!

Quali sono i tuoi punti di forza?

Il Nove di Bastoni, Nine of Wands. Una carta di Fuoco, un fuoco però insolito. Il Nove di Bastoni, infatti, rappresenta il momento prima di raggiungere l’obbiettivo – quel momento in cui non devi mollare, ma puoi trovare rifugio, riparo, prendere un attimo di tempo. Il punto di forza del mazzo è quello di aiutarti a prendere una pausa, un attimo tutto per te nel flusso delle cose da fare, durante le tue giornate incasinate, oppure per inquadrare i tuoi pensieri e vederli meglio. Una carta in grande risonanza con la prima che abbiamo analizzato.

Quali sono i tuoi limiti?

La carta è l’Asso di Spade, Ace of Swords. Il limite del mazzo è quello di essere molto, forse troppo, arioso. E’ un mazzo perfetto per letture dedicate all’ispirazione, per aggiungere l’elemento Aria quando percepisci che manca- quando ai bisogno di un consiglio lucido, mentale, leggero (che non significa superficiale, anzi). Il suo limite è che è un mazzo spostato sull’aspetto meditativo, spirituale. Sai che puoi usare questo mazzo per una ricerca personale sul tuo sentiero spirituale, per avere una visione chiara e intuitiva degli avvenimenti su cui vuoi consiglio.

Cosa puoi insegnarmi?

La carta è un Arcano Maggiore, la Luna. Il dono del mazzo è quello di collegarti al tuo intuito, alla parte più mobile e immaginativa del tuo essere. Il mazzo ti insegna che non sempre le cose sono come sembrano, e che la realtà è fatta da molti strati. Ti collega al tuo subconscio, ai sogni, alle visioni. Ti insegna a distinguere quali sono giusti per te, e quali sono illusori. A lavorare con la parte più profonda e lunare di te stessa, quella più oscura. Porta la luce lì dove non vedi bene.

Come posso collaborare al meglio con te?

La carta è la Ruota di Fortuna. Transizione, trasformazione, nuovi inizi: la Ruota di Fortuna è la carta del destino. Ti dice che, anche se stai vivendo un momento non facile, proprio dietro l’angolo c’è qualcosa di bello. E puoi collaborare con questo mazzo accettando che non tutto si può controllare – che non tutto dipende da noi. Abbandonati alle sue figure, lasciati trasportare nel suo mondo. Essendo un mazzo così spirituale, per capirlo devi accettare questa parte di indeterminabilità – lasciare che sia.

Cosa può venire fuori dalla nostra relazione?

La carta è la Forza: una donna con il suo Leone. La tua relazione con il mazzo può migliorare la fiducia in te stessa, darti coraggio, aprire il tuo cuore. La Forza nei Tarocchi è una forza determinata e gentile. Usando questo mazzo puoi essere più centrata in te stessa, perchè puoi portare in equilibrio la tua sfera spirituale. Puoi sentirti più consapevole e più forte.

Il mazzo è composto da 78 carte, con il bordo dorato. La confezione è bellissima, e nel libro che accompagna le carte trovi, per ogni Arcano Maggiore, le sue corrispondenze astrologiche e anche i relativi cristalli, i chakra, i simboli, le guide. In Italia puoi acquistarlodalle ragazze di Moonflowers.biz

Se hai bisogno di ispirazioni sui Tarocchi, ti ricordo il mio corso su Arcani Minori, quattro elementi, Luna, erbe e intuito: puoi trovarlo qui!

MAGIC MORNING: RITUALE DEL MATTINO

MAGIC MORNING: RITUALE DEL MATTINO

Ok, suona la sveglia. Se sei una come me, la lasci suonare almeno tre volte prima di alzarti. Metti su lo snooze, e cerchi di riprendere il sonno dei giusti in quei cinque minuti, altri cinque minuti…

Ultimamente riesco ad alzarmi dal letto molto più in fretta, e con good vibes  anche al pensiero di dover abbandonare il piumino morbidissimo e la coperta di lana a fiori rossi e bianchi (super anni ’70, che adoro), perchè so che posso iniziare il mio rituale del mattino, che mi aiuta a mantenere un’onda positiva per tutto il giorno.

Tutto è iniziato grazie a Gala Darling, che tempo fa ha scritto questo post, nel quale ti racconta come la sua pratica mattutina le ha, radicalmente, cambiato la vita.

La mia pratica mattutina adesso è solida, ed ho trovato quello che a me fa stare bene e che è funzionale: per individuare la tua routine sicuramente dovrai sperimentare e poi scegliere le azioni che sono più giuste per te.

La cosa importante è che tu al mattino ti allinei con una vibrazione positiva, che in parole semplici significa: inizia bene, e tutto il giorno verrà da sè.

Effettivamente, pensa alle giornate no: partono sbagliate sin dal mattino. Molto spesso non facciamo niente per invertire la rotta, perchè ci sembra che le cose, in giornate come quelle, possono solo peggiorare. Immagina quindi di poter indirizzare le tue giornate verso tutte quelle azioni e reazioni che ti nutrono e che ti portano gioia. Iniziare bene significa orientarsi verso questo tipo di energia, proprio come fanno i girasoli verso il sole.

Ecco la mia routine mattutina:

  • per prima cosa, mi preparo una colazione succulenta, completamente vegan. Sto tornando a dare spazio ad un’alimentazione più sana e più naturale, e al mattino una cosa che mi fa stare subito bene è il cappuccino con il latte di soia super super cremoso
  • se lavoro da casa, accendo una candela e metto su la mia musica preferita (qui trovi una playlist che ho creato per le tue mattine). Se lavoro fuori casa, mi preparo per uscire sempre con la mia musica preferita – che per me è un modo sicuro per alzare l’energia
  • mi metto, sempre, il rossetto, e mi vesto esattamente come mi va. Utilizzo i vestiti per creare uno stile mio, che mi permetta di sentire me stessa ed il mio power anche durante il giorno
  • invio messaggi vocali alle mie amiche più care: questo per me è il vero inizio della giornata, lo scambio vocale con chi è lontana da me ma che può essere vicina grazie alla tecnologia
  • faccio una lista della gratitudine: dico a voce alta tutte le cose per cui sono grata
  • durante il corso della mattinata, mi preparo una tisana, scegliendo con cura le erbe che mi attirano di più in quel periodo

Come puoi preparare il tuo rituale del mattino

Ti consiglio di scegliere cose semplici da fare: sarebbe bellissimo riuscire a fare yoga ogni mattina, meditare, contemplare il paesaggio, scrivere i sogni sul quaderno… ma non sempre è possibile, perchè al mattino spesso partiamo di corsa e non riusciamo mai a trovare il tempo per fare tutte queste cose.

Ecco qualche idea, che puoi riadattare alla tua giornata tipo e che puoi usare per comporre il tuo rituale mattutino:

  • scegli una breve meditazione: ci sono programmi di meditazione guidata, anche app come Headspace che hanno meditazioni breve e molto efficaci
  • prepara la sera prima tutto l’occorrente per una super colazione: puoi anche preparare una tisana la sera e poi berla il giorno dopo
  • metti su la tua musica preferita: canta, danza, batti le mani e muovi il tuo corpo: basta poco! Puoi farlo anche in auto, se lavori fuori casa
  • registra in una nota vocale del tuo telefono una lista di cose per cui sei grata: può essere qualcosa di molto importante, ma non dimenticarti anche delle piccole cose che rendono la tua giornata speciale
  • durante la mattina prenditi il tempo per leggere quella newsletter che hai lasciato indietro: io ho una lista di newsletter che adoro leggere e dalle quali prendo grandissima ispirazione. Se non sei ancora iscritta alla mia newsletter, fallo qui: ti arriva ogni mese, insieme alla Luna Nuova
  • scegli sempre vestiti ispiranti, non lasciarli solo per i giorni importanti. Celebra te stessa e il tuo stile unico.
  • estrai una carta dal tuo mazzo di Tarocchi, falle una foto e portala con te tutto il giorno; lasciati ispirare dal suo messaggio

PICCOLO INCANTO DEL MATTINO

Prepara un bicchiere d’acqua fresca, 
aggiungi una spruzzata di succo di limone
metti la tua mano principale (quella con cui scrivi) sul bicchiere
e immagina che dalla tua mano parta una luce bianca
che riempie e illumina l’acqua.

Guardati allo specchio e dici a voce alta
OGGI E’ UNA MAGICA GIORNATA E IO SONO NEL MIO PIENO POTERE 
Adesso bevi la tua acqua, e vai, ragazza!
Il mondo è tuo!

Raccontami qualcosa sulla tua routine del mattino: se hai domande o dubbi, vieni sulla mia pagina Facebook. E per avere ispirazioni segui la mia pagina Instagram: ogni martedi mattina pubblico la mia lista della gratitudine!

Ti sei persa i miei ultimi articoli? eccoli qua:

SETTEMBRE (DI DOVE ERO FINITA, UN’ALTRA VOLTA)

il rientro+cecilialattari

Da molto tempo non scrivo sul blog, è vero. Ma da Maggio ad oggi sono successe molte cose, ho avuto un’estate turbolenta e solo ora riprendo le fila.

Il mio compagno ha rischiato la vita; questo l’evento, accaduto i primi di Giugno, che ha imposto una pausa alla mia attività – ho portato avanti solo quello che era indispensabile, il mio lavoro off-line (il gruppo di teatro che sto guidando per un progetto regionale) e ho allentato moltissimo il lavoro on line.

Adesso Andrea sta bene: la paura è stata tanta, e tutta questa esperienza sicuramente mi ha insegnato molto. Ho imparato qualcosa sul mio potere personale. Ho vinto la paura di guidare in autostrada per lunghi tratti, perchè lui era ricoverato lontano. Ho vissuto un mese da sola, e ho scoperto di avere amici e amiche insostituibili, che mi sono stati molto vicini. Ho imparato lezioni dai miei gatti e dai pomodori che sono maturati nell’orto, a momento giusto. Ho scelto di prendermi cura di me stessa, ancora, di riservarmi dei momenti per leggere all’ombra, per raccogliere fiori, per accendere candele. 

Ho sperato sempre che le cose andassero bene, ho creduto sempre che le cose sarebbero andate al meglio. 

Spesso ho estratto la carta della Morte: la trasformazione, la rigenerazione. Fare spazio. ricominciare. A volte senza guardarsi indietro, senza fissarsi su quel momento così pauroso. 

Ma questi mesi estivi hanno visto anche la realizzazione di un altro progetto: il festival LA MONTAGNA CHE PARLA, che con la mia Associazione Culturale ha preso vita; ed è stato davvero un successo. A volte è proprio nei momenti difficili che capitano cose belle, che ti portano fuori, che ti spingono ad agire, a prendere forza. A vedere che la vita può essere nutriente e piena.

La formazione per diventare Gestalt Counselor continua, così come il percorso alla Scuola d’Arte sempre alla mia scuola di Counselling: sento che il mio lavoro sta prendendo una nuova direzione, che non lo snatura ma che lo rende più ricco. E so che potrò esserti ancora più utile, ancora più di ispirazione.

Intanto passeggio per i boschi, ascolto le piante, progetto mostre itineranti da realizzare tra gli alberi. Osservo i fiori da vicino. Mi inchino e tocco la terra.

Ricomincio questo Settembre riprendendo a scrivere anche qui, su questo blog: il mio sito ha bisogno di un restyle, e piano piano lo farò – intanto lavoro ai progetti che dalla fine di Settembre prenderanno vita (primo tra tutti, il corso online sugli Arcani Minori!) e curo quello che ho deciso di mantenere. 

Ho iniziato a curare una rubrica sulla mia IGTV (il canale video di Instagram): si chiama SEMI SACRI e ogni settimana ti parlo di una carta dei Tarocchi e di una pianta, collegandole in maniera sottile. Vieni a vedere la prima puntata, cercami su Instagram: sono @alchimistacontemporanea

Tu come hai passato la tua estate? raccontamelo nei commenti!

DI COSA PARLO QUANDO PARLO DI TEATRO (E DI LUNA)

Il teatro è stato, sempre, la costante della mia vita. Fin da piccola, quando a nove anni vidi Ottavia Piccolo che recitava in Anna dei Miracoli. Lì, in quella seggiolina del teatro, dove mi aveva portata mia mamma, decisi: da grande farò l’attrice.

Così è stato, ma non mi sono fermata lì: nella mia vita sono entrate le piante, i Tarocchi, i fiori d Bach e molte altre passioni che fanno di me una multipotenziale. Solo da poco ho scoperto questa categoria, alla quale mi sento di appartenere pienamente e dalla quale mi sento riconosciuta.

In questo periodo il teatro è tornato nella mia vita, perché io stessa gli ho aperto di nuovo la porta. In questa fase però non sono più l’attrice che porta il suo personaggio sul palco, ma sono colei che aiuta le persone a tirare fuori la loro parte più autentica e splendente, anche attraverso la recitazione. Mi sto occupando di teatro come formatrice, in vari progetti e laboratori, e la scuola di Gestalt Counselling che seguo prevede un contatto pieno con questa arte.

Il teatro per me è come la Luna con le sue fasi. In alcuni momenti, brevissimi, è scomparso dalla mia vita – pensavo anche di averci chiuso definitivamente. Ma non era così: piano piano la Luna è cresciuta, ed è diventata piena, splendente. Mi indica la strada.

Giovedì prossimo terminerò il ciclo di laboratori che ho realizzato al Circolo HoChiMinh di Porta al Borgo, a Pistoia. Sono stati quattro incontri, come le quattro fasi lunari. Ogni incontro era dedicato ad una rockstar, ad un idolo dionisiaco e ribelle. Perché il fare teatro non ha nulla a che vedere con il fare, quanto invece con l’essere. Essere in scena, seguire la musica, farsi guidare e scoprire che ogni testo nasconde una miriade di significati.

Il teatro mi insegna ad essere come la Luna. Ogni laboratorio è diverso dall’altro, ogni giorno inventiamo qualcosa di nuovo, che prima non c’era. Ogni mattina, quando lavoro con i ragazzi, improvvisiamo scene semplici per raccontare storie incredibili. La sera, durante le prove di Anna Cappelli e dei Delitti Esemplari (i testi che sto preparando con un gruppo di attori) ogni volta accade qualcosa di nuovo. Ogni volta scopriamo un pezzettino in più di noi e dell’altro. Come la Luna che muta ogni sera, che non è mai la stessa ed è sempre se stessa.

Il teatro e l’azione teatrale sono strettamente connessi alla nostra azione nel mondo: posso portare con me la relazione che ho sperimentato in scena , tradurla.

In teatro c’è bisogno di vuoto, così come ci insegna la Luna Nuova. Le pause, nelle quali avviene molto. L’importanza di non correre, non affrettare, non buttare via. Non si può buttare via quando si è in scena, perché si è importanti. Perché anche il vuoto parla, perché dal vuoto si genera la vita.

La Luna Crescente è il sottotesto; tutto quello che non si esplicita nel lavoro teatrale, ma che c’è. E’ il processo creativo. E’ la costruzione di un personaggio, di una voce, di un gesto. E’ trovare l’inizio, l’entrata, il motore che ci muove.

La Luna Piena è quando l’espressione teatrale ha trovato la sua dimensione – l’essere insieme te e qualcun altro. E’ il dare luce a qualcuno che non esiste e che esiste invece, qui e ora, nel momento in cui ti fai da parte e dai voce e corpo a quel sentire, a quella azione. E’ la manifestazione.

Infine, le note lievi della Luna Calante. Sono l’importanza delle uscite, i respiri tra una parola e l’altra, sono le modulazione più lievi. Il non urlare, il sottovoce, la sicurezza di esserci anche se non gridi.

Nel laboratorio che ho appena tenuto, e che termina tra una settimana, abbiamo assaggiato tutte queste Lune. Ce le siamo messe sulla punta della lingua, e abbiamo sentito il dolce, il salato, il piano, il forte.

Termino con Patti, Patti Smith e la sua Dancing Barefoot: perché una delle prime cose che ho fatto in teatro è stato togliermi le scarpe e sentire il legno del palcoscenico sotto ai piedi.

Here I go and I don’t know why (Vado e non so perchè)
I fell so ceaselessly (Mi sento sempre così)
Could it be he’s taking over me (Può essere che lui mi stia perdendo)

I’m dancing barefoot (Sto danzando a piedi nudi)
Heading for a spin (roteando)
Some strange music draws me in (una strana musica mi attira)
Makes me come on like some heroine (facendomi sentire come certa eroina

 

DOVE ERO FINITA: OVVERO TEMPO E MULTIPOTENZIALITA’

Non scrivo qui dalla fine di febbraio: questi mesi sono volati, evaporati – siamo già alla fine di Aprile! Ti capita mai di avere molte cose da fare, progetti che partono tutti insieme, di avere le tue energie impegnate in più direzioni e, inevitabilmente, ridefinisci le tue priorità?

E’ quello che mi è accaduto negli ultimi due mesi. In molte mi avete scritto: tutto bene? Che fine hai fatto?

Per parlare di questo devo prima parlarvi di cosa vuol dire essere una multipotenziale. Carlotta Zaina mi ha intervistata, qualche settimana fa, proprio su questo argomento. Carlotta sta facendo uno splendido lavoro sulla multipotenzialità e gliene sono davvero molto grata – ma che cosa significa essere multipotenziale?

Emile Wapnick in un suo famosissimo TEDtalk lo spiega in maniera divina. Se anche tu, dopo che hai visto il suo discorso, ti sei commossa:  bene, benvenuta tra noi! Significa che il mio lavoro è intrecciato con tutti i miei interessi, le mie multi-potenzialità; nello specifico, oltre ad occuparmi di consulenze intuitive, di fiori di Bach, di Tarocchi ecco che il mio lavoro in teatro è tornato prepotentemente nella mia vita. Mi sto occupando di tre progetti molto belli, di cui magari ti parlerò in seguito (potrei pensare ad una rubrica qui sul blog in cui ti racconto che cosa c’è dietro alle quinte di uno spettacolo, oppure come il teatro può aiutarti nel contattare la tua parte più libera) e per questo il mio lavoro online ha sofferto.

Sono sparita: ho lasciato attivo solo il mio profilo Instagram, dove ho continuato a postare ed a mettere su le Stories – anche se non proprio come prima. Dopo un primo momento di iperattività, eccomi a tirare le fila di questo periodo ed a condividere con te le mie strategie per organizzarmi al meglio.

Cosa puoi fare quando senti che il tempo non ti basta mai, e che avresti bisogno di giornate di 48 ore?
  • Fermati dieci minuti. Si, sembra paradossale – non ho tempo, e mi chiedi di fermarmi dieci minuti? Si. Usa dieci minuti del tuo tempo per fare una pausa. Puoi mangiare un quadretto di cioccolato, meditare – se vuoi, ma non è obbligatorio, respirare, guardare il cielo, fare un disegnino, metterti al sole. Unica regola: non passare questi dieci minuti sui social. Stacca, davvero. Questo tempo ti servirà per rigenerarti e per ottenere nuovi stimoli.
  • Fai una lista delle cose che ti restano da fare nella giornata. Ok, sono tante. Tu scrivile tutte in un foglio, e poi sceglie solo tre. Quelle tre sono quelle che hanno la priorità: se riesci a farle tutte e tre, sei grande, ragazza. Festeggia! Datti piccoli obbiettivi, e organizza le tue giornate seguendo le priorità. Se per oggi la tua priorità e anche farti una super maschera alla Lavanda e Timo, metti anche quella tra le tre cose da fare oggi.
  • Respira. Con consapevolezza. Fai tre respiri profondi, contando fino ad otto nell’inspirazione e nell’espirazione. Ossigena le tue cellule, i tuoi pensieri, i tuoi desideri. Dai loro spazio.
  • Annusa qualcosa che ti piace – una piantina di basilico, olio essenziale di limone nel diffusore, una rosa appena sbocciata, un tè allo zenzero. Fermati e risveglia i tuoi sensi più sottili.
  • Estrai una carta dal tuo mazzo preferito, e scrivi sul tuo quaderno il messaggio per la giornata. Attiva la tua parte intuitiva, magica, per rientrare nel tuo vortice di benessere personale.
Fammi sapere se questi consigli ti sono stati utili per gestire al meglio il tuo tempo, e se ancora non mi segui raggiungimi sul mio profilo Instagram! Mi trovi come @alchimistacontemporanea.

 

 

 

 

 

 

I TAROCCHI NON SONO UNA COSA PER VECCHI

tarocchi presente+©cecilialattari

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Fante di Spade, Nicoletta Ceccoli Tarot

Quando mi chiedono : che lavoro fai? E io rispondo: sono un’alchimista contemporanea, e leggo anche i Tarocchi Intuitivi nelle mie consulenze, spesso devo spiegare che no, leggere i Tarocchi non c’entra nulla con la Luna Nera e con la sfiga.

Quando si parla di Tarocchi la prima immagine che viene in mente è una sfera di vetro, l’antro di una cartomante, mistero e magia, predizioni sventurate sul tuo futuro. Oppure, libri e libroni da leggere e studiare, formule magiche da imparare a memoria, magari riuscire in un Expecto Patronum prima di poter fare la tua prima stesa di Tarocchi.

Beh, non è così: i Tarocchi non sono una cosa da vecchi. 

Ritenere che i Tarocchi siano qualcosa di vecchio, o che appartengano al mondo della divinazione – e solo a quello – sicuramente limita le potenzialità di questo fantastico strumento. E te li fa anche perdere di interesse: i Tarocchi così sembrano qualcosa destinato solo a pochi eletti, oppure a chi ha il dono, e comunque a gente strana e fuori moda.

Io mi sono davvero stancata di questo approccio ai Tarocchi: mi sembra che tutto questo li confini in uno spazio stretto, dove non hanno voglia di stare. E poi, voglio che anche tu possa attingere a questa fonte di ispirazione e di intuito quotidiano, e che tu possa sperimentarli nella realtà! Credimi, i Tarocchi hanno molto a che fare con il tuo presente, più che con il tuo futuro – che, vivaddio, è tutto nelle tue mani.

Se metti i Tarocchi a contatto con il presente scoprirai molti strabilianti modi di osservare la realtà. 

A me piace accostarli con la musica e con le rock star, perchè penso che chi sale sul palco e canta – e sopratutto chi canta con un anima rock – sia uno sciamano dei nostri tempi. Ho riflettuto molto su questo tema e ho creato un corso dedicato a questo argomento; i Tarocchi sono musica, perchè parlano a qualcosa di noi che è sia dentro che fuori, che è sia stile personale che anima.

Portare i Tarocchi nel presente significa illuminare le potenzialità magiche e nascoste di ognuna di noi. Credo che la magia esista, perchè tutto è possibile; ma ehi, non ti parlo della magia che serve per diventare invisibile, per leggere nel pensiero o per il teletrasporto (anche se per quello spero che qualcuno ci stia lavorando); ti parlo della gioia e dello stupore che accade quando ritrovi una parte di te che avevi dimenticato, oppure quando ti riconosci – e spesso accade che tu ti riconosca proprio in una carta dei Tarocchi.

La paura che spesso è associata alla lettura della carte è un PREGIUDIZIO che voglio rompere, con il mio lavoro, con quello che scrivo e con quello che ti trasmetto. E’ un pregiudizio stupido, che ti allontana da una fonte inesauribile di ispirazione, che puoi usare e declinare in tutti i campi della tua vita. Pensa, puoi usare le carte anche per scrivere un articolo del tuo blog, oppure per progettare il tuo prossimo corso online.

Per questo la mia missione è quella di portare alla luce di oggi tutta la saggezza che è contenuta in questo prezioso, e si, antico – ma non vecchio – mazzo magico.

Possiamo farlo insieme: se hai dubbi e paure legate al mondo dei Tarocchi, scrivimi a cecilia.lattari@gmail.com e io penserò a qualcosa di veramente figo che vada a rompere tutti gli schemi legati a questo magico mondo.

La prossima volta che vai ad un aperitivo, osserva bene: potresti avere un Imperatore seduto al tavolo accanto al tuo.

 

Q&A: LE CARTE CAPOVOLTE

carte capovolte+©cecilia lattari

Hai qualche domanda sui Tarocchi, su come usarli oppure come interpretarli? Ho deciso di dedicare un post al mese alle tue domande, per darti risposta e per renderti ancora più vicino il magico mondo delle carte.

Iniziamo oggi con l’annosa questione delle carte capovolte: capovolte si, capovolte no, come leggerle, come interpretarle.

Veronica mi chiede:  spesso quando estraggo dal mazzo una carta per fare il mio self-care quotidiano la carta è capovolta. Seguendo il mio istinto spesso la giro nella sua posizione giusta, rischio di essere troppo ‘fuori dalle regole’ e interpretare la carta solo secondo il mio ‘volere’ ?

Ok: partiamo da come faccio io. Io non leggo le carte capovolte. Se durante una lettura giro una carta e la trovo capovolta, semplicemente la volto nella posizione giusta. Perchè?

Perchè credo che ogni carta contenga ambedue i significati, quello luminoso e quello più oscuro. Che ogni carta abbia quindi un messaggio ambiguo, che può essere interpretato a seconda della posizione che ha quella carta nella stesa che stai leggendo.

Questo conferma la teoria per la quale non ci sono carte veramente belle, o veramente brutte. In ogni carta trovi un mondo, che si regge in equilibrio su forze contrapposte. Quindi, se come nel caso che pone Veronica, io estraggo una carta al contrario, mi limito a metterla nella posizione dritta ed a leggerla, includendo tutte le sue sfaccettature.

Io trovo che leggere le carte “solo” al contrario o al dritto possa confondere sia chi legge sia chi riceve la lettura. ma questo non significa che tu devi fare lo stesso: quello che ti consiglio è di decidere, prima di fare la tua lettura, se vorrai leggere anche le carte capovolte oppure no.

Nel caso tu voglia leggere le carte capovolte, ecco qualche significato parziale che puoi attribuire alla carta, quando esce capovolta:
  1. paura/riluttanza nel lavorare con l’energia di quella carta
  2. capovolgimento del significato classico della carta stessa
  3. limitazione dell’energia espressa in quella carta
  4. blocco nei confronti di ciò che viene mostrato nella carta
  5. miglioramento dell’energia della carta (il significato si rafforza)

Facciamo un esempio? Prendiamo la carta dell’Imperatrice.

paura/riluttanza nel lavorare con l’energia di quella carta

Sei in un momento in cui la tua sessualità ti spaventa; hai un rifiuto della tua parte femminile, sei concentrata sulla parte maschile e attiva, e pensi che i bei vestiti e il rossetto siano cose da ragazzine. Sei stanca dei discorsi da donne, dell’energia delle donne – hai bisogno di ricaricarti e di nutrire la tua parte creativa

capovolgimento del significato classico della carta stessa

Quello che in questo momento ti nutre non ti dà vero nutrimento; la tua parte creativa non è produttiva, sei in un momento di stasi, più preoccupata della forma che della sostanza.

limitazione dell’energia espressa in quella carta

E’ il momento di non agire in maniera troppo impulsiva o istintiva: pensa, rifletti, concentra le tue energie in un determinato focus invece di disperderle.

blocco nei confronti di ciò che viene mostrato nella carta

Non è il momento di essere creativa: hai il blocco dello scrittore in corso. La tua parte più fertile è ferma, hai bisogno di trovare il giusto nutrimento per ripartire.

miglioramento dell’energia della carta (il significato si rafforza)

Forse stai usando  troppo le tue arti seduttive e stai manipolando una situazione senza accorgertene. E’ davvero quello che vuoi?

E tu, che rapporto hai con le carte capovolte? Conosci qualche modo interessante per leggerle? Scrivilo nei commenti!

Se hai domande, curiosità o dubbi sui Tarocchi e sul loro uso, sui significati e sui simboli, scrivi a cecilia.lattari@gmail.com: una volta al mese rispondo alle vostre curiosità. 

 

 

TAROROSCOPO DI FEBBRAIO

taroroscopo febbraio + ©cecilialattari

Inizia Febbraio: tra neve, tazze di cioccolato con panna e candele accese mi dedico alla lettura del Taroroscopo di Febbraio. Sei pronta a ricevere la tua ispirazione per il mese? Il mazzo che utilizzo questa volta è il famosissimo Wild Unknown Tarot, uno dei miei mazzi preferiti.
ARIETE – LA STELLA

Quali sono i tuoi desideri, Ariete? Dai desideri nascono le speranze, e spesso credere in qualcosa significa fare in modo che si avveri. La buona Stella guida i tuoi passi durante questo mese: è probabile che ti troverai al posto giusto nel momento giusto, e che incontrerai persone molto affini a te, oppure che scoprirai affinità elettive importanti. Lascia che la tua luce interiore splenda e illumini il tuo cammino.

TORO – ASSO DI BASTONI

Per te la Primavera è già arrivata, Toro! Senti il profumo delle margherite anche se non sono ancora sbocciate, ed il sole sulla pelle anche se fuori sta piovendo. In te risiede una grande forza generativa – hai in mente un progetto che non vedi l’ora di attuare. Questo può essere un mese ottimo per agire, osare, vivere appieno.

GEMELLI – SETTE DI SPADE

La volpe che occhieggia dalla tua carta, Gemelli, ti ricorda che essere furbi è una questione di intelligenza. Affina il tuo intuito, e conserva la tua spada per il momento giusto. Vedi, la spada che nasconde la volpe ha una direzione opposta alle altre spade: è il suo pensiero anticonformista, il suo modo personale di vedere le cose, la soluzione al problema. Svela la tua arma segreta al momento giusto.

CANCRO – IL MONDO

Caro Cancro, puoi celebrare te stesso: hai raggiunto il tuo obbiettivo, sei arrivato alla fine di quel percorso. Adesso la cosa importante è non chiuderti nel tuo mondo, ma uscire dalla zona di comfort, e continuare l’esplorazione. La fine di un ciclo preclude l’inizio di una nuova, sfavillante avventura. Esci fuori, nel Mondo!

LEONE – QUATTRO DI SPADE

E’ tempo di riposare, Leone. Cerca di preservare i tuoi spazi personali e privati – trova momenti di solitudine nei quali puoi rigenerarti e recuperare. La tua forza interiore, e la tua visione intuitiva hanno bisogno di essere preservate, e nutrite dedicandoti a quello che ti piace fare. Dovrai dire dei no, questo mese, per dire si ai tuoi spazi, ai tuoi tempi.

VERGINE – L’EREMITA

Febbraio è per te, cara Vergine, un momento nel quale puoi dedicarti allo studio ed all’esplorazione di te stessa. I tuoi momenti di solitudine sono fruttosi e creativi, e sai che se scopri qualcosa in più su di te, allora conoscerai meglio anche gli altri. Non agire in maniera affrettata, pensa, rifletti. C’è ancora tempo.

BILANCIA – SEI DI SPADE

Il Sei di Spade è una delle carte di transizione – come tutti i sei, relativi alla carta degli Amanti, ci parla di un incontro, del rapporto con l’Altro. Il Sei di Spade ti dice, Gemelli, che il viaggio che vuoi compiere, ossia la tua trasformazione, non può essere fatta da sola. Hai bisogno di delegare, e di lasciarti portare, almeno per qualche tratto. Per tornare a vedere l’arcobaleno devi attraversare il mare – e questo viaggio ti insegnerà molto su di te, vedrai.

SCORPIONE – DUE DI BASTONI

Hai davanti a te  due bellissime bacchette magiche, Scorpione, ma indovina? Non puoi usarle insieme. Devi scegliere. Di che colore riempirai la tua bacchetta? Come decidi di agire? Sei di fronte ad un bivio, e Febbraio è il mese in cui puoi decidere dove indirizzare i tuoi passi. Fai un bel respiro, e buttati. Ricordati che non scegliere è di per sè una scelta!

SAGITTARIO – NOVE DI COPPE

Caro Sagittario, finalmente puoi rilassarti! Febbraio è un mese fato apposta per coccolarsi, celebrare te stessa, regalarti un super massaggio in una SPA, e cenare con le amiche. Attenzione a non dormire troppo sugli allori – ma so che non lo farai, vero?

CAPRICORNO – DIECI DI BASTONI

Beh, Capricorno, sai che non puoi fare tutto da sola, vero? Che devi delegare? Ok, lo so che come lo fai tu non lo fa nessuno, ma credimi; Febbraio è un buon mese per imparare a non sovraccaricarti di stress, a lasciare andare, ad accettare che non puoi fare tutto tu. E magari, nelle pause, divertirti. Puoi farlo!

ACQUARIO – OTTO DI BASTONI

Oh, wow! La carta della sincronicità, l’Otto di Bastoni, si avvicina molto alla tua natura elettrica, Acquario. Cogli le occasioni che ti si presentano lungo questo mese, accetta gli inviti a cena, fai una minigita fuori porta, resta aperta a tutte le possibilità. Cogli l’attimo! E’ il momento giusto.

PESCI – QUATTRO DI BASTONI

Il tuo calderone creativo sta per esplodere, Pesci. Quello che devi fare in questo mese è fare focus, prendere bene la mira, ed indirizzare le tue energie verso una direzione precisa. Il Quattro di Bastoni è il momento prima dell’esplosione, che può essere un meraviglioso fuoco di artificio. Focus your magic!

Con il Taroroscopo ci vediamo a Marzo: intanto ti ricordo che è online il corso TAROCCHI, PIANTE E ROCK’N’ROLL: qui trovi tutte le info! Entra nel nostro cerchio selvaggio!