CECILIA LATTARI

Ho deciso che sarei diventata un’attrice quando avevo 9 anni. Mia mamma mi portò a vedere Anna dei Miracoli con Ottavia Piccolo. Io, piccina, in quella platea buia ho capito che da grande avrei voluto fare anche io la stessa cosa: emozionare chi guarda attraverso una storia.

Puoi immaginare la mia felicità quando, a 20 anni compiuti da pochissimo, sono entrata alla Scuola di teatro di Bologna, diretta da Alessandra Galante Garrone. Me lo comunicò in anteprima un amico del tempo, già iscritto a Scuola, che per caso aveva visto la lista di chi era passato ai provini per entrare. Mi ricordo che uscii fuori casa, sotto i portici di Bologna, e mi misi a correre e saltare sotto alla pioggia.

La Scuola è stata un’esperienza unica, bellissima, e con il grande privilegio di aver avuto tra le insegnanti Alessandra Galante Garrone, la direttrice – che è mancata poco tempo dopo. Mi ha detto poche volte brava: era una donna di poche parole, ma quelle volte me le ricordo benissimo. Il metodo che mi ha tramandato la scuola è quello di Jacques LeCoq, che prevede un grande lavoro sul corpo e sull’improvvisazione teatrale.

Ho studiato con vari altri insegnanti:  alcuni tra questi sono Monica Casadei, Vittorio Franceschi, Franco Però, Elisabetta Pozzi, Karina Arutunyan, Walter Le Moli, Claudia Busi, MariaGrazia Mandruzzato, Pierre Byland, Renata Palminiello. Ho frequentato, dopo la scuola, il master di perfezionamento per attori di prosa presso il TeatroDue di Parma.

In questo momento sono in formazione per diventare Gestalt Counselor ad indirizzo fenomenologico esistenziale, presso l’Istituto Gestalt Arcobaleno di Lucca è un percorso che risuona molto con le mie competenze teatrali.

Se vuoi leggere tutto il mio curriculum, puoi farlo qui:

Adesso guido gruppi di persone che vogliono entrare in contatto con loro stessi attraverso il teatro, sperimentarsi, mettersi in gioco, conoscersi meglio. Lavoro con gruppi di persone normoabili, disabili, con ragazzi, adulti e bambini. Credo che il teatro sia un linguaggio molto importante, e che vada condiviso. Ci serve per fare spazio dentro di noi, accogliere l’altro e farci medium. E’ un’esperienza unica che coinvolge anima e corpo, e ci avvicina al cielo e alla terra.

Qui un piccolo portfolio delle ultime esperienze che ho condotto:

LABORATORI ATTIVI

 il corpo sa cose che la testa non sa ancora – Jacques LeCoq

C’è una frase nella Tempesta di Shakespeare che dice così: Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni.

Da questo spunto parte il nostro laboratorio: dai sogni, che son desideri, e dalla materia, il nostro corpo che parla e sente e si muove. Perché è nell’incontro tra cielo e terra, tra corpo e anima che avviene qualcosa di interessante. Osservazione, attesa, improvvisazione, movimento scenico – diventiamo punti in movimento, tracciamo linee rette verso i nostri desideri. Come Arlecchino, che è mosso dalla fame, scopriamo qual è il motore che ci muove, qual è il nostro sogno, come possiamo agire perché accada. Indaghiamo il desiderio, il vettore che muove ogni azione teatrale, che ci porta fuori da noi stessi e, allo stesso tempo, dritti al nostro centro.

Diventiamo quindi soggetti del desiderio, e non oggetti: diamo potere al nostro corpo, riappropriamoci delle nostre azioni, del nostro respiro, della nostra voce. Esistiamo perché ci muoviamo, verso la direzione del sogno.

SU COSA LAVORIAMO

Il testo è “La Tempesta” di William Shakespeare. Ci servirà come pre-testo: andremo a scoprire quali sono i desideri nascosti tra le righe, e quali sono i motori vitali dei personaggi.

Le tecniche usate saranno quelle dell’improvvisazione, del gesto teatrale e l’utilizzo delle maschere: useremo la maschera neutra come strumento pedagogico, e poi costruiremo la nostra maschera larvale – una maschera particolare, usata per trovare la dimensione fantastica.

E’ prevista una performance finale, tutta da costruire, che nascerà spontaneamente dal lavoro che faremo insieme.

LE LEGGI DEL MOVIMENTO

1. non c’è azione senza reazione

2. il movimento è continuo, avanza incessante

3. il movimento procede sempre nel disequilibrio, alla ricerca dell’equilibrio

4. l’equilibrio stesso è in movimento

5. non esiste movimento senza punto fisso

6. il movimento evidenzia il punto fisso

7. anche il punto fisso è in movimento

ORARI

Il martedi pomeriggio dalle 16 alle 17,30, a partire dal 5 Febbraio e fino a Giugno, a Casa in Piazzetta (PT). Il laboratorio è aperto a ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni.

COSA SERVE

Te stesso o te stessa, vestiti comodi

Se sei interessata a d un mio laboratorio teatrale o vuoi che venga a condurne uno nella tua realtà, scrivi una mail a cecilia.lattari@gmail.com