MARZO, TEMPO DI PULIZIE

 

Marzo, vento, profumi nuovi e Primavera:

per accordarti con la stagione che arriva e con il vento di novità, puoi sperimentare piccoli gesti di pulizia e di purificazione: le erbe ti possono aiutare in questa impresa, e fare le pulizie sarà molto più divertente. O almeno potrai immaginare di essere nella cucina di Mago Merlino – dove le tazze si puliscono da sole!

Marzo è iniziato con molto vento, qui sul Poggio dove abito. Adesso dalla mia finestra vedo cielo grigio, il Cipresso che si piega al vento, il Cedro che occhieggia dalla finestra. Ma se guardo meglio, so che in fondo al giardino ci sono crochi violetti, e che lungo la strada per andare dal mio vicino ci sono bocci di Tarassaco; tra poche settimane mi chiamerà per raccogliere le Primule.

Un bel modo per purificare gli ambienti è sicuramente lo smudge stick: che cos’è?

E’ un mazzolino di erbe essiccate, quasi sempre erbe legate alla purificazione degli ambienti: Salvia, Abete, cedro, Lavanda, Rosmarino, Timo…puoi vederne un esempio qui (ne regalo sempre uno durante la prima sessione di Fiori di Bach alle mie clienti) oppure puoi preparatene uno da sola.Basta che raccogli le erbe fresche, le leghi in piccoli mazzi e poi le fai seccare: una volta secche, le potrai utilizzare come incenso per la casa, liberando il suo fumo e purificandola dalle energie stagnanti. Ricorda di aprire bene le finestre dopo che lo hai fatto!

Un altro modo per aggiungere un pizzico di magia alle tue pulizie, è quello di utilizzare un infuso di Artemisia disciolto nell’acqua che utilizzi per lavare i pavimenti  –

così puoi portare in ogni stanza le proprietà protettive di questa bellissima piantina (di cui ti parlerò approfonditamente nel mio prossimo post). Ancora: puoi mettere qualche goccia di Olio Essenziale di Limone oppure di Menta Piperita nel detersivo che utilizzi per lavare i piatti (meglio se neutro); profumeranno tantissimo!

Puoi realizzare piccoli sacchettini profumati, con stoffa di recupero, riempiti di cotone profumato con gli Olii Essenziali: prova quelli di Abete e di Pino per portare il bosco dentro il tuo armadio.

Infine, ti regalo una pulizia energetica che puoi fare  la sera prima di dormire: servirà a ripulirti da tutte le vibrazioni negative che hai accumulato durante la giornata (stress, stanchezza, nervosismo).

 

Siediti in un luogo tranquillo. Accendi una candela bianca, e se vuoi anche il tuo incenso preferito.

Chiudi gli occhi, rilassati, e porta l’attenzione al respiro. 

Immagina di inspirare aria luminosa, bianca, purissima: la luce entra dentro di te, parte dal cuore e si irradia in tutto il corpo.

quando espiri, immagina di buttare fuori tutta la stanchezza del giorno: visualizza una polvere nera che si allontana da te, si dissolve.

Stai nel respiro, nella luce  e nell’ombra finchè non senti di aver eliminato tutta la negatività della giornata.

Apri lentamente gli occhi.

Applica una o due gocce di Olio Essenziale di Rosa sul petto, per ricordarti di prenderti cura di te stessa.

 

Il mio corso gratuito CINQUESENSI+UNO sta andando benissimo: avete aderito in tantissimi, e ne sono felice. per rimanere sepre aggiornata sui miei corsi, iscriviti alla mia newslwtter qui: http://eepurl.com/byVzET

QUANTO TI VUOI BENE?

Dall’inizio del 2017 mi sono presa cura di me in vari modi: ho investito in tè, fumetti magici e libri che volevo da tanto; ho iniziato il BBCLUB con Gioia Gottini, che mi dà ogni giorno ispirazioni nuove (e che nelle sue materie ha anche il self-care!); mi sono regalata un pomeriggio in una SPA, compreso di maschera all’argilla e tè verde; ho messo semi di progetti che germoglieranno rigogliosi.
Eppure, a volte mi chiedo: ma non starò pensando troppo a me stessa? Non sarà sbagliato? E’ un pensiero che cerco di combattere, perchè so che il prendersi cura di se stesse è una vera rivoluzione. Lo spiega benissimo Alexis in uno dei suoi post: Self care revolution.
Prima di tutto perchè porta ad un auto-cura, e quindi ad una guarigione; è rivoluzionario perchè ti fa dire al mondo che sei importante, che sei bellissima, che sei preziosa. La cura di sè ci fa riflettere sulla fragilità, su chi ha bisogno di essere curato ed accolto: chi non possiede niente, chi è malato, chi è strano, chi è inclassificabile. Portare l’attenzione sulla cura ti fa compiere un atto di amore, ed è l’amore il seme della rivoluzione interiore – è la luce che ti permette di seguire i passi giusti per te stessa.
La cura di te stessa non avviene come un atto isolato: siamo tutti interconessi, siamo persone che si relazionano:  se ti prendi cura di te, allora puoi prenderti cura anche degli altri.
La pianta che risuona di più con questo concetto è per me la Piantaggine: nel mazzo delle Plant Card Ally, disegnato da Lisa MacLoughlin e che vedi in foto, ha come significato repair, riparare.
La Piantaggine si confonde con l’erba, ma ha foglie accoglienti e grandi; ricca di mucillagini, serve per rigenerare la pelle in caso di escoriazioni, piccole ferite, arrossamenti. Ti insegna la forza che c’è nello stare, nel prendersi cura di quello che hai vicinissimo a te.
Ti sei chiesta come puoi prenderti cura di te stessa oggi? Ogni giorno puoi riservarti un momento tutto per te: io bevo tisane, mangio verdure crude, cammino nel bosco con i miei cani (anche sotto la pioggia), leggo quello che mi piace e durante la settimana cerco di riservare qualche momento per fare due chiacchiere con le mie amiche. Puoi pensare anche tu a come fare per coccolarti – in un giorno, durante la settimana, durante il mese e durante l’anno. Poi vieni a raccontarmelo nei commenti!
Intanto, ecco qualcosa che ho pensato per te: è la #tisanadelmese di Marzo. Puoi preparartela la sera, prima di dormire, prendendoti un tempo tutto tuo.
Tisana di Marzo
30 grammi di Melissa foglie
30 grammi di Ortica foglie
30 grammi di Rovo foglie
20 grammi di Camomilla fiori
10 grammi di Primula fiori
Metti un cucchiaio di tisana in 250 ml di acqua, e lascia in infusione coperta per 15 minuti. Bevine fino a tre tazze al giorno: ha azione depurativa, diuretica, rilassante, digestiva.
Ho pensato anche ad un altro regalo: fino al 2 Marzo puoi iscriverti al mio corso online gratuito CINQUESENSI+UNO; trovi tutto qui, anche il modulo di iscrizione. Per sei giorni ti accompagno, insieme ad altre donne selvatiche, attraverso il mondo vegetale utilizzando tutti i sensi. Ti aspetto!

 

 

TEA FOR TWO: INTERVISTA A FABIANA POZZI

 

La collaborazione con Fabiana è stata talmente intensa che ha fatto nascere un’amicizia, e non potevo non fartela conoscere. In questa intervista ti racconta di lei: la sua esperienza di Counselor ha portato nel nostro corso Ritrova il tuo Spazio leggerezza, semplicità ed efficacia. Grazie!
  1. Chi sei? Parlaci un po’ di te

    Mi chiamo Fabiana e credo che il sorriso sia in assoluto il mio principale tratto distintivo. Da sempre amo prendere la Vita con molta positività e di sorridere a ciò che caratterizza le mie giornate. Quando mi racconto dico sempre che il 50% del mio dna l’ho ereditato da una delle mie nonne (quella materna) che in termini di positività ed ottimismo era una forza della natura e che mi ha sempre incoraggiata a vivere la Vita con gioia e piacere. L’altro 50% è mio ed è il risultato di una scelta ben precisa: quella di fare della mia Vita un capolavoro, sempre, giorno dopo giorno a partire dal qui e ora in cui mi trovo.
Sono nata nella verde e lussereggiante Brianza e qui vivo tuttora, anche se ho cambiato negli anni qualche paese.
Di questa parte di mondo amo la natura e la tranquillità anche se, adorando viaggiare, non mi dispiacerebbe poter mettere sotto la mia casa le ruote ed iniziare a girare alla scoperta del mondo. Vivo con mio marito e le mie due splendide gatte (due sorelline).
  1. Che professione svolgi?

Sono una counselor-floriterapeuta e mi occupo di crescita e benessere al femminile. Mi definisco una Creatrice di Leggerezza; la mia missione è quella di aiutare le donne a riconnettersi con ciò che le rende uniche, a riconoscere il proprio valore, a scoprire, creare e ritrovare il proprio benessere personale a 360°, agevolandole nella trasformazione di qualsiasi difficoltà che impedisce loro di esprimersi al meglio ogni giorno. Opero secondo un approccio olistico perché ritengo che sia importante prendersi cura di tutte le nostre dimensioni (corpo, mente e spirito) e lo faccio attraverso il Counseling, i Fiori di Bach e il Flower Massage.
  1. Che consiglio ti senti di dare ad una donna in cambiamento?

Proprio qualche giorno fa mio marito mi ha trasmesso un suo pensiero che ho trovato illuminante. Finalmente, dopo aver manifestato per molto tempo tantissima resistenza al cambiamento, è giunto a comprendere cosa gli creava così tanto attrito. Non amava quella parola perché gli dava l’idea di dover per forza abbandonare qualcosa per poter abbracciare qualcosa di nuovo. Quando ha sentito che al posto di cambiamento poteva mettere ‘trasformazione’, tutto è cambiato.
Ho fatto questa premessa proprio perché il consiglio che mi sento di dare ad ogni donna che si trova in una fase di cambiamento è prima di tutto di non lasciarsi condizionare dalla parola che solitamente spaventa e allontana. Piuttosto di iniziare a sentire cosa per lei significa ‘cambiare’ e di procedere in quella direzione, ascoltando il suo intuito e scegliendo lo strumento di supporto che sente essere più in sintonia.

Fabiana – creatrice di leggerezza

  1. Che messaggio trasmetti attraverso la tua attività?

Che è possibile vivere una Vita di qualità attraverso la conoscenza di se stesse e dei propri bisogni.
Attraverso i percorsi di Counseling, di Fiori di Bach e il Flower Massage aiuto la donna ad ascoltarsi con amore e a prendere coscienza del fatto che dentro di sé è già presente tutto quello che serve per fiorire al meglio.
Quando lavoro con le mie clienti riporto sempre questo esempio. Prendiamo 10 semi della stessa pianta e posizioniamoli in luoghi diversi, in un terreno diverso, dandogli una diversa quantità di acqua e con una differente esposizione al sole. Nasceranno 10 piante diverse pur essendo il seme lo stesso e conservando in sé comunque tutte le risorse a dispetto di quello che poi è stato. Ecco questo è quello che accade con ognuna di noi; cresciamo in contesti, in famiglie, con culture diverse e abbiamo sempre in noi quel seme.
  1. Come è nata la relazione tra te e Cecilia?

Ci siamo conosciute per la prima volta nei Mercoledì della Mansardina, un gruppo Facebook ideato da Gioia Gottini per lo sviluppo delle libere professioniste. Amo seguire donne che come me fanno della loro passione la loro attività e così mi sono iscritta alla sua Newsletter. E poiché ritengo che dalla collaborazione possano nascere meravigliose sinergie e integrazioni, un giorno l’ho contatta per vedere se era disponibile a collaborare. Abbiamo realizzato insieme RITROVA IL TUO SPAZIO ed è nata una splendida amicizia personale e professionale. E poiché sono buddista dico anche che secondo me in un’altra Vita eravamo sorelle 🙂
  1. Come hai conosciuto i Fiori di Bach?

Ho conosciuto per la primissima volta i Fiori di Bach 15 anni fa attraverso la mia ginecologa (era avanti) che me ne parlò in risposta ad una cistite che sembrava non volesse abbandonarmi. Mi disse che dietro ogni segnale fisico c’è un messaggio e mi aprì un mondo. Da quel giorno quel mondo è diventato il mio mondo.
Ho scelto di iniziare a lavorare con una floriterapeuta per affrontare la morte del mio cane che proprio non riuscivo a mandar giù e che mi lacerava. Non so come avrei fatto senza di loro; mi hanno aiutato a ritrovare la speranza portandomi a vedere quanto accaduto da una prospettiva per me buona. Ho continuato per diversi anni questo percorso, affrontando problematiche di carattere molto diverso. L’ultimo beneficio ottenuto è stato superare l’allergia ai gatti. Ora animano la nostra casa due micie adorabili e senza le quali non vedrei più la mia Vita.
  1. Hai un tuo spazio personale? Me lo racconti?

Si! Come è anche indicato nel corso ‘Ritrova il Tuo Spazio’, il mio Spazio Personale Sacro è una stanza all’interno di casa mia in cui ho colorato le pareti di giallo, un giallo molto vivo, acceso, intenso, che mi dà l’idea della luce anche quando fuori le giornate sono nuvolose. Qui c’è tutto quello che fa parte del mio quotidiano: libri, quaderni colorati, pennarelli, pastelli, fogli grandi e piccoli, una scrivania in legno chiaro, fotografie dei miei viaggi e delle persone che amo appese alle pareti, incensi, candele, Fiori di Bach, carte intuitive per quando necessito di risposte e per lavorare con le mie clienti. Insomma, se mi chiudessi in questa stanza per una settimana avrei tutto l’occorrente per stare bene (naturalmente chiedendo a mio marito di portarmi, ogni tanto, del cibo 🙂 ).
  1. Qual è il Fiore nel quale ti riconosci maggiormente, e perché?

Il Fiore di Bach che in assoluto preferisco ed in cui mi riconosco molto proprio per l’ottimismo che mi contraddistingue è Gentian, il Fiore della Genzianella che aiuta chi lo prende ad avere fede in sé, in quello che prova e in quello che succede nella sua vita. Non a caso la frase che tendo ad abbinare a questo Fiore è “sono sicura e faccio di ogni situazione la migliore”. E l’immagine che ho quando uso questo rimedio è quella di ‘alleggerire e colorare’. E’ ciò che fa Gentian.
Puoi trovarla sul suo sito, oppure scriverle alla sua mail. E se vuoi approfondire la tematica dedicata allo spazio personale, dai un’occhiata al nostro corso!

RIPRENDITI IL TUO SPAZIO: TRE PIANTE TI INSEGNANO COME

Ho sempre avuto molti problemi a dire di no. Molto spesso nella mia vita ho messo al primo posto le cose da fare: per gli altri, soprattutto. A me piace rendermi utile – è una cosa che mi nutre e che mi stimola. Ma, a volte, mi capita di arrivare a sera e di rendermi conto che non ho fatto quasi niente per me stessa, a parte pranzare velocemente, oppure fare una mini passeggiata con le mie due cagnoline. E intanto accumulo libri da leggere sul comodino, progetti creativi nei cassetti, promesse di relax e coccole rimandate all’infinito.
Negli ultimi tempi, invece, ho scoperto il potere magico del tempo dedicato a se stessi: trovare il tempo per leggere, per camminare osservando tutto quello che incontri, per prepararsi una tazza di tè e berla lentamente – tutto questo è una risorsa fondamentale, dalla quale attingere per stare bene, per godere della solitudine necessaria a ricaricarsi e rigenerarsi.
Rimango una persona socievole, che ama stare con gli altri: ma sto imparando a darmi il giusto spazio, per poter crescere rigogliosa.
Voglio farti conoscere il messaggio di tre piantine, che ho scelto per raccontare tre diversi modi per prendersi il proprio spazio: Menta, Camomilla ed Erica.
La Menta è usata tradizionalmente per aiutare la digestione, ma anche per la concentrazione. Fresca, profumata, inconfondibile: lei sa prendersi il suo spazio grazie alla lucidità del suo messaggio. Ti può capitare di sentirti sommersa dalle tante informazioni, notizie e stimoli che provengono dai social e dalla rete: quante volte ti sei trovata a perdere tempo vagando senza meta sulle pagine Facebook oppure su Pinterest? Tutto quel tempo può essere utilizzato in maniera migliore per te stessa.
PICCOLA MAGIA: quando lavori al PC, diffondi nell’aria Olio Essenziale di Menta Piperita: ti aiuterà a mantenere il focus e la concentrazione, facendoti risparmiare tempo prezioso. E poi il suo profumo è buonissimo, e rinfresca i pensieri.
La Camomilla è uno dei simboli della pace e della tranquillità: chi non si è mai preparato una camomilla prima di dormire, per propiziare sonni sereni? Per me questa semplice piantina è un concentrato di ricordi: quando, da piccola, restavo a dormire a casa dei nonni non mancava mai la tazza di Camomilla con il miele, prima di dormire. Camomilla ti aiuta a ritrovare il tuo centro, durante la frenesia di certe giornate. Inoltre, la sua azione è  rigenerante e rivitalizzante: ti insegna che prenderti cura di te stessa, concedendoti pause salutari, è una grande risorsa.
PICCOLA MAGIA: Prima di dormire preparati una tazza di infuso profumato di Camomilla. Prenditi dieci minuti tutti per te. Possibilmente con il tuo pigiama preferito, le pantofole e una goccia di Olio Essenziale di Lavanda sulla tempie, per sogni in technicolor.
Il miele di Erica è delizioso: e la pianta è considerata un portafortuna, come il quadrifoglio. L’Erica simboleggia la gioia ed il piacere di stare insieme: anche questa è una cosa da non sottovalutare, perchè il tuo spazio personale può essere aperto anche agli altri, in alcuni momenti. L’Erica ti ricorda di prenderti cura delle persone che sono vicine a te: i tuoi vicini di casa, le persone che incontri ogni giorno. Non sto parlando dei tuoi amici, o delle persone che ami frequentare; mi riferisco invece ai colleghi di lavoro, alla signora che abita sotto di te, al fornaio da cui passi ogni giorno…Prenditi cura della tua comunità, grande o piccola che sia. Coltivare i rapporti con le persone che vivono vicine a te è fonte di sostegno e di aiuto reciproco, ed è come prendersi cura di un giardino che via via diventa sempre più fiorito.
PICCOLA MAGIA: regala una piantina di Erica ad un vicino di casa gentile, oppure ad una tua collega. Vi porterà fortuna!

Che ne dici? Tu riesci a prenderti il tuo spazio? Vieni a raccontarmelo nei commenti!

E se vuoi approfondire l’argomento e celebrare l’importanza del tuo Spazio Personale, è uscito il mio workbook RITROVA IL TUO SPAZIO: 80 pagine di esercizi, meditazioni, fiori da colorare e tanto altro: puoi leggere l’anteprima e tutte le informazioni cliccando qui: RITROVA IL TUO SPAZIO WORKBOOK

 

DAI SEMI FINO AI FIORI DI BACH

Tra pochi giorni mi arriverà il numero di iscrizione al Registro Pratictioner della Bach Foundation: mentre fantastico sulle mille possibilità che mi apre questo traguardo (e ho già pensato ad un kit di benvenuto lussureggiante per tutti quelli che faranno con me una consulenza sui Fiori di Bach), rifletto su come tutto è cominciato.

E’ Febbraio, il mese dell’amore: e a ben pensarci la mia storia d’amore più lunga, e che continua come un filo rosso da quando sono bambina, è quella con le piante. L’altra sera riguardavo vecchie puntate di Anna dai capelli Rossi, ed in una di queste Anna sente la natura che la chiama, da fuori della porta: è una voce, un’entità vera e propria. Anche io non vedevo l’ora di essere in montagna (dove adesso vivo) per poter correre fuori, andare nel posto delle fate dove con la mia amica prendevamo il tè usando gusci di ghianda e foglie di castagno.

Questo amore mi ha portata, come tutti i grandi amori, a fare scelte che hanno cambiato la mia vita: mi sono iscritta alla facoltà di Tecniche Erboristiche, mentre lavoravo in teatro e facevo l’attrice; ho lasciato Bologna, la città dove ho vissuto dieci anni meravigliosi, per tornare a vivere in un piccolo paesino di montagna; ho fatto crescere un orto passando le domeniche pomeriggio a seminare, togliere le erbacce, imparare a sfemminellare i pomodori…

La tappa più recente di questo viaggio mi ha portata faccia a faccia con i fiori. Sono la parte più attraente della pianta, si sa: colorati, profumati, dalle mille forme, piccoli mandala perfetti. Eppure io ho sempre preferito le foglie, le radici, le parti della pianta ricche di principi attivi: i fiori e i petali li usavo solo per abbellire le mie tisane o per colorarle.

Il primo Fiore di Bach che mi ha rapita è stato Chicory(Chicorium intybus); il fiore blu violetto della Cicoria. Ne cresce moltissima, nella strada che da qui porta in città – a Giugno la guardo spuntare, tesa verso il cielo, del quale sembra riprendere i colori. Con il fiore così armonico, su uno stelo rigido, cerca sempre il sole. E’ anch’essa un concentrato di amore, un riassunto di cielo, terra e luce. 

La prima boccetta di Fiori di Bach me la fece una naturopata: io ero abbastanza scettica, perchè all’Università ci avevano detto e ridetto che i Fiori di Bach non hanno nessun principio attivo: eppure, quella magica boccetta trasformò quel periodo difficile – ritrovai un equilibrio e decisi dove dirigere la mia nave. Da quella volta, ho studiato, approfondito, ricercato i Fiori; finchè, nel momento di una perdita davvero difficile, ho trovato in loro un grandissimo aiuto. Piano piano sono tornata alla vita, ho  ritrovato il mio centro; sono sicura che i Fiori abbiano svolto una grande parte di questo lavoro.

Una mattina uscii in giardino, ed era stracolmo di Star of Bethlem (Orinthogalum umbellatum) in fiore. Le loro corolle bianche, perfette, come milioni di piccole stelle che mi sussurravano: abbi fede, continua a camminare, non arrenderti.

Fino ad arrivare ad oggi: tra poco sarà anche online la mia consulenza dedicata ai Fiori di Bach, e ancora prima uscirà un workbook che sto realizzando con Fabiana Pozzi – i Fiori hanno fatto un’altra magia, quella di farmi lavorare con una donna carica di energia – hai presente quando ti sembra di conoscere una persona da sempre? Ecco. Il nostro workbook ti aiuterà a riprenderti il tuo spazio, anche attraverso l’uso dei Fiori di Bach.

Qual è la tua storia d’amore più lunga? Raccontamela nei commenti!
E se vuoi una consulenza con me, via Skype o in studio, qui trovi tutte le informazioni!

BLA BLA BLA: COME PARLARE CON LE PIANTE E NON SENTIRTI PAZZA

 

Se ti capitasse di passare per i boschi che sono vicino a casa mia, potresti incontrarmi, seduta di fronte ad una Bardana, oppure con la schiena appoggiata ad una Quercia, o ancora, china sui piccoli fiori di Violetta che spuntano solo nei luoghi segreti (se mi incontrassi con le Violette, avresti davvero fortuna). Quando cerco di spiegare che, oltre a raccoglierle per le mie tisane ed i miei oli, io con loro ci parlo, le persone spesso fanno quel sorrisino imbarazzato che significa “Ok, la Ceci è proprio diventata pazza” misto a:”Ok, ci sono cose che voi umani…”

A volte, invece, capita di raccontare tutto questo a chi capisce davvero che cosa voglio dire: a chi, come te, vorrebbe entrare in contatto profondo con il mondo vegetale, perchè comprende che le piante comunicano, ci parlano, si muovono e, come diceva il mio professore di botanica all’Università, camminano molto più di quanto tu possa vedere.

Come puoi, quindi, parlare con le piante che vivono vicine a te, senza sentirti pazza? Ecco qualche consiglio:

  1. Osserva bene le piante che crescono vicino a casa tua.

    Lo so, vivi in città ed intorno a te ci sono solo strade, vicoli e cemento. Ma se guardi bene, troverai delle piante vagabonde. Quando vivevo a Bologna mi stupivo sempre del fatto che, in mezzo ai viali di  circonvallazione, crescessero fiori colorati e sani!

  2. Una volta che hai individuato le piante che vivono vicine a te, fai una piccola ricerca su di loro. 

    Chi sono? Come si chiamano? Qual è la loro storia, e quali sono le proprietà fitoterapiche? Prendi un bel quaderno, e inizia a tenere nota delle informazioni che trovi su di loro.

  3. Raccogli un esemplare della pianta, e disegnalo.

    Se non sai disegnare, non importa: lasciati ispirare dai colori, dalla forma e dalla suggestione che ti dà la pianta, e riporta tutto sul tuo album o sul tuo quaderno. Immergiti nei suoi colori, nel pattern delle foglie, nel profumo, nella consistenza.

  4. Cercala in un luogo tranquillo: in campagna, in un parco cittadino, nel tuo posto segreto.

    Adesso, siediti vicina a lei, chiudi gli occhi e resta in ascolto. Cerca di immedesimarti nella pianta: che cosa vedi, dalla sua posizione? Quali sono i rumori che senti? E le sensazioni?

           Resta in silenzio, in attesa. Respira profondamente. E accogli il messaggio della pianta.

           Ringraziala, e riporta la tua esperienza sul tuo quaderno. E poi vieni a raccontarmela qua, nei commenti!

CARTE DIFFICILI&COME POSSONO ESSERTI (DAVVERO) UTILI

Cosa succede quando tiriamo su una carta difficile? La nostra reazione è immediata ed impercettibile: ci sono carte che non te la mandano a dire – la Torre, la Luna, il Diavolo, la Morte ma anche il Tre di Spade o il Dieci di Spade. Molto spesso le scene ritratte nella carta non sono gentili, non sono rosee, non sono confortanti.
Ci sono alcune correnti di pensiero relative alla lettura di queste carte: una è quella che cerca di indorare e di ammorbidire il significato della carta, rendendolo vaporoso e sfavillante e molto, molto new age. Ho sempre storto il naso di fronte a queste interpretazioni: credo che la lettura dei Tarocchi ci metta di fronte anche ai nostri problemi, ai nostri comportamenti sbagliati, a tutto quello che facciamo finta di non vedere. Proprio per questo so che i Tarocchi sono uno strumento davvero utile per capire meglio chi sei, da dove vieni e dove stai andando: e le carte difficili da leggere sono parte di questo percorso.
Ti racconto quello che è accaduto a me con la carta del Papa: questa era una delle carte che meno amavo del mazzo, anzi, diciamo proprio che era la mia spreferita. Ogni volta che mi facevo una lettura, sia che la facessi io o che la facsse per me una delle mie amiche, eccolo lì: il Papa. Con quell’aria molto solenne, sembrava proprio che mi volesse dire qualcosa. Ma cosa? La prima sensazione era antipatia. Caro Papa, non mi piaci: te ne stai lì sul tuo scranno, sei distaccato dal mondo reale, e soprattutto non capisco cosa vuoi dirmi.
Il periodo della mia vita in cui usciva sempre questa carta era segnato da un desiderio che avevo, qualcosa di molto forte, che non si realizzava mai: l’unica certezza era questa carta. Allora, per cercare di scoprire il significato nascosto ed il messaggio che, evidentemente, era proprio importante, ho cercato in altri mazzi questa figura. In alcuni era un albero, dalle forti radici; in altri, una sciamana con il tamburo battente delle Terra e del suo cuore; in altri ancora, un anziano signore, carico della sua saggezza.
Piano piano ho accolto questa carta, e ho capito che mi stava portando un messaggio davvero importante: era quello relativo alla mia natura, alla mia origine, alla mia capacità di trasmettere e di consigliare. Il Papa era il messaggio che non volevo sentire, perchè mi sta dicendo la verità – e, in questo caso, la verità era sulla mia natura profonda, e sulla destinazione di quel desiderio. Ho compreso il significato profondo del Papa, che è relativo a ciò che è sacro: a volte credi che sia sacro ed inviolabile il tuo desiderio, quando invece non è così – perchè ciò che vuoi deve essere saldo nella tua natura, ed in ciò che sei. 
Non appena l’ho capito, qualcosa si è sciolto dentro di me, e ho ringraziato la carta (che, ovviamente, è diventata subito una delle mie preferite).
Capire profondamente la Carta mi ha permesso di capire profondamente anche me.
Quindi, come fare per decifrare il messaggio delle carte difficili?
  1. Ascolta la tua prima sensazione: cosa hai sentito, non appena hai visto la carta? Che tipo di emozione è? Ne hai paura? Come puoi gestire questa sensazione? Conserva dentro di te la prima impressione – ogni immagine che è disegnata nei Tarocchi è uno timolo, al quale rispondiamo con verità. La tua prima sensazione ti può dire molto su come tu affronti quel particolare stato d’animo.
  2. Indaga il significato: questa è la parte in cui puoi fare ricerche sul significato della carta – prendi appunti, leggi, cerca citazioni e impressioni, guarda la stessa Carta negli altri mazzi dei Tarocchi (su Pinterest ne trovi migliaia!).
  3. Accetta e trasforma: una volta che hai compreso profondamente il significato della Carta che ti spaventa, o che non ti piace, puoi tenere dentro di te il suo insegnamento e decidere come trasformare il suo messaggio. Ogni carta ha una parte fatta di Ombra e una fatta di Luce, e solo comprendendole entrambe puoi assumere il loro vero messaggio.
Qual è la Carta dei Tarocchi che meno ti piace? Scrivimelo nei commenti, parliamone insieme!
Se sei a Pistoia, ti ricordo che il 25 Gennaio, nel laboratorio Sogni&Ombre, parleremo proprio di carte difficili; se cerchi un’ispirazione che ti metta sulla buona strada,nella sezione Balla coi lupi trovi quello che fa per te!

 

MISCELE D’INVERNO – TISANE RESISTENTI

 

 
Quando ero piccola, la mia tisana preferita era la Camomilla. Me la preparava la mia nonna, quando rimanevo a dormire da lei. La faceva sbriciolando dei fiorellini dentro la teiera, e poi mi versava questo liquido color miele, che profumava di sogni, mele e campi estivi. Ancora oggi, nonostante i miei studi universitari mi dicano che la Camomilla è solo un blando rilassante, se non riesco a prendere sonno la mia pozione magica è proprio lei.
Credo molto nell’importanza delle tisane create su misura: siamo tutti diversi, e quello che è utile a me potrebbe non esserlo, allo stesso modo, per te. Scegliere le piante giuste per una persona è come trovare il suo accordo, la sua armonia. le tisane che sono fatte su misura sono quelle davvero attive, quelle che funzionano.
Nel mio gruppo Facebook dedicato alla Luna ed alle Lunatiche (se vuoi iscriverti, puoi farlo qui) abbiamo parlato di tisane, ultimamente. Ho chiesto quale potrebbe essere la tisana perfetta per l’Inverno: mi sono arrivate molte suggestioni, che ho cercato di condensare in queste due formulazioni: puoi prepararle anche da sola, e utilizzarle  durante questo freddo Inverno.
Fire Cider (la ricetta è di Rosemary Gladstar)
Il Fire Cider è uno sciroppo potentissimo, che puoi realizzare in casa con ingredienti davvero semplici. E’ una pozione che riscalda, ritempra, sconfigge il freddo, e farebbe sciogliere anche la Regina delle Nevi.
200 grammi  radice di rafano grattugiata
200 grammi di cipolle tagliate sottili
8 spicchi di aglio tagliati sottili
100 grammi di zenzero grattugiato
Peperoncino q.b.
Aceto di mele
Miele
Metti tutte le erbe in un barattolo e ricopri con aceto di mele. Lascia che l’aceto sia sopra il livello delle erbe almeno per uno o due centimetri. Lascia in infusione per 4 settimane. Dopo, filtra bene l’aceto ed aggiungi miele quanto vuoi, a seconda del sapore.
Puoi prenderne un cucchiaio o due come riscaldante, tonico, per alzare le difese immunitarie. Si conserva in frigo oppure in un posto non troppo caldo per qualche mese.
Tè della Luna di Inverno
Questo tè l’ho formulato per le iscritte al mio gruppo Facebook, ma lo condivido anche con te: riscalda, dona una sferzata di energia, contrasta la forza di gravità che ti tiene avvinghiata al piumone/divano/copertina. Aiuta la digestione, tonifica, riscalda.
2 parti di Tè nero
1/4 di parte di chiodi di Garofano
1/2 di radice di Zenzero
1/3 di corteccia di Cannella
1/4 di parte di scorza di Arancio dolce
1/2 di frutti di Cardamomo
Infine, puoi entrare in relazione con una pianta Resistente, con una pianta che vive l’inverno. Fuori da casa tua, in un parco, lungo il viale che percorri per tornare a casa, oppure in un giardinetto dimenticato, ci sarà una saggia pianta Invernale. Abete Cedro Agrifoglio, Lauroceraso, Edera – sono tutte piante che vivono durante la stagione fredda, che non si perdono d’animo. Ho parlato di loro in questo articolo del blog: adesso vediamo come ascoltare il messaggio di una di queste piante.
La voce dell’Inverno
Esci per una passeggiata, dopo esserti coperta ben bene. Cammina lentamente, e osserva le piante che vivono vicino a casa tua. Sono nel loro riposo invernale? Oppure c’è qualche sempreverde? Osserva bene come sono strutturate le piante che resistono ai freddi. Come hanno le foglie? E la corteccia? Dove crescono?
Una volta che le hai individuate, scegline una. La scelta deve essere spontanea, istintiva: scegli la pianta che sembra voglia dirti qualcosa. Osservala bene, avvicinati a lei, se puoi, e toccala. Che sensazione ti dà? E’ fredda, calda, ruvida, liscia? Come sono i suoi colori?
Informati sul nome di quella pianta. Una volta tornata a casa, prenditi dieci minuti: accendi una candela, chiudi gli occhi, e rilassati. Immagina di avere la tua pianta di fronte a te. Senti il suo profumo, rivivi la sensazione del vostro incontro reale. Resta in ascolto, e ricevi il messaggio che la pianta ha per te.
Scrivi tutto sul tuo quaderno, e , chiedendo il permesso della pianta la prossima volta che la incontrerai, attacca una parte di questa sulla pagina bianca. E corri a raccontarmi tutto nei commenti qui sotto!
Se vuoi approfondire questo argomento, conoscere  la tua pozione per l’inverno, e ricevere a casa un Tè magico, il mio servizio Un’ora per te ti aspetta!

PRENDITI CURA DI TE

Il bosco dorme. Quando esco fuori per la passeggiata quotidiana con le mie due cagnoline, mi sembra di entrare in un sogno, oppure in una fiaba. La bella addormentata E’ il bosco: i rami scheletriti, l’erba che scricchiola sotto ai piedi, la brina che ricopre tutto quanto. Tu non puoi vederla, la vita del bosco: è nascosta, come in un incantesimo. Lavora sotto terra, dove dormono i semi. Sognano la loro vita in primavera, si sognano alberi, fiori, petali e stami. Dormono il loro inverno.
Puoi sentirti spaesata, in inverno, se cerchi un contatto con le piante: noi viviamo in superficie, a noi sono preclusi i misteri del sottosuolo. Ma, come può insegnarti l’Appeso, puoi conoscere le tue profondità se stai a testa in giù, se concentri il pensiero, se accogli la meditazione, il riposo, il non fare che è proprio di questa stagione.
Le piante sanno venirti in aiuto anche in inverno: se sei malaticcia, se hai influenza, raffreddore, se ti senti stanca e senza energia e se il piumone ti richiama con forza ogni mattina – sappi che hai dei verdi alleati per sostenerti!
Ginepro (Juniperus communis)
Il Ginepro ha foglie che sono aghi: hai mai provato a raccoglierlo? Le sue galbule blu, in autunno, o verdi, in estate, contengono olii essenziali dall’azione drenante e disinfettante: puoi farne un oleolito ottimo per decongestionare le gambe, mettendo a macerare le bacche in olio di girasole. Con le galbule puoi fare un decotto che ti aiuterà in caso di tosse, raffreddore ed influenza:
prendi un cucchiaio di galbule di Ginepro, triturale con un mortaio e falle bollire in acqua una decina di minuti Poi, filtra e bevi per un’azione antinfluenzale ma anche digestiva.
Il Ginepro ha anche azione diuretica e drenante, allontana le tossine e quindi è molto indicato in questo periodo post-natalizio, per rimettersi in forma dopo gli eccessi.
L’olio essenziale di Ginepro può essere diffuso nell’ambiente: la sua attività aromaterapica è quella di protettore. Protegge dalle influenze esterne, dai condizionamenti, e facilità l’espressione del Sè.
E’ molto interessante notare come questa pianta invernale, resistente, fatta di aghi ben appuntiti, aiuti proprio nella protezione dell’essenza personale, dell’individualità. Il Ginepro ti aiuta ad andare dritta per la tua strada, a credere in te stessa e nella tua unicità.
Il Ginepro è associato al Sole ed a Marte: difende, protegge, riporta il calore anche durante la stagione fredda.
Rosa Canina
La Rosa Canina è il rosso lucido del bosco: i suoi cinorrodi maturano verso Ottobre, ma si raccolgono dopo la prima gelata. Pianta che è uno dei simboli dell’inverno racchiude in sè tutto il potenziale per affrontarlo come si deve: vitamina C, minerali preziosi, carotene, flavonoidi, zuccheri. I suoi cinorrodi sono ricostituenti, e servono per alzare le difese immunitarie o per  combattere il raffreddore. 
Il decotto dei cinorrodi puoi usarlo per combattere il raffreddore, la tosse, ma anche per i reumatismi e per la diuresi. Ti accorgerai dell’anima elegante della pianta quando bollirai i cinorrodi rossi: contengono aldeide vanillica, una sostanza che profuma di vaniglia!
il decotto  per il raffreddore puoi prepararlo mettendo una manciata di cinorrodi, essiccati e puliti, in acqua bollente e facendo bollire 5-10 minuti. Lascia in infusione altri 10 minuti e bevine tre tazze al giorno.
La Rosa Canina, come tutte le rose, ha una doppia anima: nei suoi petali e nel suo profumo esprime Venere, mentre conserva nelle spine e nella sua attività immunostimolante il collegamento con Marte.
Se vuoi conoscere la tua tisana, e avere consigli preziosi e personalizzati per il tuo benessere, fino a Marzo il mio servizio Un’ora d’amore per te contiene una sorpresa: non sei curiosa? Clicca sul link per scoprirla!
Tu quali armi hai per affrontare l’Inverno? Scrivimelo nei commenti! (Vanno bene anche libri, coccole, candele profumate, incensi e Netflix)

LA MIA PAROLA DELL’ANNO

 

Le ultime settimane del 2016 sono state ricche: di lucine di Natale, di pacchetti, di piani per il 2017 (ho finito il mio business plan la notte del 30 Dicembre, soddisfatta, chiudendo il mio quaderno arancione), e anche di parole.

Sai che cos’è la Parola dell’Anno? E’ un’ispirazione che ti guida per tutto il nuovo anno, un faro durante le notti tempestose, una lucina che brilla quando ti senti smarrita. Può servirti come ispirazione, per scrivere post sul tuo blog – come sto facendo io adesso – , per scegliere una palette di colori, per guidare le tue idee. E’ un gioiello luminoso, che brilla dentro di te.

La mia Parola per il 2016 era Radiate, irradiare. Mi è stata utile, molte volte; quando mi sono trovata di fronte alla diversità, nella gestione di situazioni difficili e quando avevo bisogno di darmi una mossa, portandomi ad incontrare persone preziose che sono diventate amiche.

Quest’anno la mia parola non è arrivata subito: poi, eccola li. LUSH,  che significa rigoglio, essere rigogliosa, succulenta. E’ questo che voglio sperimentare e manifestare in questo nuovo anno: cogliere frutti, godere dei colori, mettere tante nuove foglioline. Lush mi fa pensare agli alberi ricchi di foglie, al verde intenso, e ho scoperto anche che esiste un Pantone che si chiama proprio così. Quel verde intenso, accogliente, ricco, mi ispira  e mi guida. La parola è molto onomatopeica: qual è il rumore che fanno le foglie quando crescono? lusssssshhhhhh…

Leggendo il testo di Irene Valeriani sui Fiori di Bach, ho realizzato nuove connessioni. Lei afferma, e io sono d’accordo con questo pensiero, che le foglie rappresentino l’autonomia della pianta; quando una pianta mette le foglie diventa adulta, pronta per fare esperienza del mondo. Attraverso le foglie la pianta comunica con l’esterno e incamera preziosi elementi che serviranno per la fotosintesi clorofilliana. Le foglie sono piccoli laboratori alchemici, dove tutto si trasforma per dare vita e rigoglio.

Ho sempre pensato, sin da bambina, che le foglie fossero i capelli delle piante: quando staccavo una fogliolina di Castagno per farmi la penna e per giocare agli indiani, dicevo all’albero “è come se tu fossi stato dal parrucchiere!”. Pensare al rigoglio mi fa pensare anche alla chioma  selvaggia, ai vestiti appariscenti e ricchi, alla voce infinita di Janis Joplin, che ho scelto come musa ispiratrice per il mio 2017.

Essere rigogliosa, permettere che le cose fioriscano e crescano selvaggiamente, ripararsi sotto l’ombra delle foglie, far fruttare tutto ciò che ho seminato. Toccare ogni giorno almeno un albero, raccogliere erbe selvatiche e cucinarle, farmi allungare i capelli e intrecciarli con i fiori, d’estate. Mangiare i pomodori del mio orto, sotto il sole, e prendere il tè con persone speciali.

Le foglie cantano, mosse dal vento: sono la voce delle piante. Le foglie sono colorate, e camaleontiche: rosse, gialle, marroni, e dalle mille sfumature di verde. Hanno margini diversi, e forme infinite. Lì, nelle foglie, risiede la parte artistica e creativa della pianta. Il rigoglio porta con sè l’espressione creativa, l’essere pienamente coinvolti.

Per condividere con te le suggestioni legate alla mia Parola dell’Anno ho creato una bacheca Pinterest: spesso aggiungo foto e link che possono essere di ispirazione, e mi perdo nelle immagini di giardini rigogliosi, vestiti selvaggi, frutti succulenti.

Questo è il mio percorso, per il nuovo anno: e la tua parola, qual è?