PRENDITI CURA DI TE

Il bosco dorme. Quando esco fuori per la passeggiata quotidiana con le mie due cagnoline, mi sembra di entrare in un sogno, oppure in una fiaba. La bella addormentata E’ il bosco: i rami scheletriti, l’erba che scricchiola sotto ai piedi, la brina che ricopre tutto quanto. Tu non puoi vederla, la vita del bosco: è nascosta, come in un incantesimo. Lavora sotto terra, dove dormono i semi. Sognano la loro vita in primavera, si sognano alberi, fiori, petali e stami. Dormono il loro inverno.
Puoi sentirti spaesata, in inverno, se cerchi un contatto con le piante: noi viviamo in superficie, a noi sono preclusi i misteri del sottosuolo. Ma, come può insegnarti l’Appeso, puoi conoscere le tue profondità se stai a testa in giù, se concentri il pensiero, se accogli la meditazione, il riposo, il non fare che è proprio di questa stagione.
Le piante sanno venirti in aiuto anche in inverno: se sei malaticcia, se hai influenza, raffreddore, se ti senti stanca e senza energia e se il piumone ti richiama con forza ogni mattina – sappi che hai dei verdi alleati per sostenerti!
Ginepro (Juniperus communis)
Il Ginepro ha foglie che sono aghi: hai mai provato a raccoglierlo? Le sue galbule blu, in autunno, o verdi, in estate, contengono olii essenziali dall’azione drenante e disinfettante: puoi farne un oleolito ottimo per decongestionare le gambe, mettendo a macerare le bacche in olio di girasole. Con le galbule puoi fare un decotto che ti aiuterà in caso di tosse, raffreddore ed influenza:
prendi un cucchiaio di galbule di Ginepro, triturale con un mortaio e falle bollire in acqua una decina di minuti Poi, filtra e bevi per un’azione antinfluenzale ma anche digestiva.
Il Ginepro ha anche azione diuretica e drenante, allontana le tossine e quindi è molto indicato in questo periodo post-natalizio, per rimettersi in forma dopo gli eccessi.
L’olio essenziale di Ginepro può essere diffuso nell’ambiente: la sua attività aromaterapica è quella di protettore. Protegge dalle influenze esterne, dai condizionamenti, e facilità l’espressione del Sè.
E’ molto interessante notare come questa pianta invernale, resistente, fatta di aghi ben appuntiti, aiuti proprio nella protezione dell’essenza personale, dell’individualità. Il Ginepro ti aiuta ad andare dritta per la tua strada, a credere in te stessa e nella tua unicità.
Il Ginepro è associato al Sole ed a Marte: difende, protegge, riporta il calore anche durante la stagione fredda.
Rosa Canina
La Rosa Canina è il rosso lucido del bosco: i suoi cinorrodi maturano verso Ottobre, ma si raccolgono dopo la prima gelata. Pianta che è uno dei simboli dell’inverno racchiude in sè tutto il potenziale per affrontarlo come si deve: vitamina C, minerali preziosi, carotene, flavonoidi, zuccheri. I suoi cinorrodi sono ricostituenti, e servono per alzare le difese immunitarie o per  combattere il raffreddore. 
Il decotto dei cinorrodi puoi usarlo per combattere il raffreddore, la tosse, ma anche per i reumatismi e per la diuresi. Ti accorgerai dell’anima elegante della pianta quando bollirai i cinorrodi rossi: contengono aldeide vanillica, una sostanza che profuma di vaniglia!
il decotto  per il raffreddore puoi prepararlo mettendo una manciata di cinorrodi, essiccati e puliti, in acqua bollente e facendo bollire 5-10 minuti. Lascia in infusione altri 10 minuti e bevine tre tazze al giorno.
La Rosa Canina, come tutte le rose, ha una doppia anima: nei suoi petali e nel suo profumo esprime Venere, mentre conserva nelle spine e nella sua attività immunostimolante il collegamento con Marte.
Se vuoi conoscere la tua tisana, e avere consigli preziosi e personalizzati per il tuo benessere, fino a Marzo il mio servizio Un’ora d’amore per te contiene una sorpresa: non sei curiosa? Clicca sul link per scoprirla!
Tu quali armi hai per affrontare l’Inverno? Scrivimelo nei commenti! (Vanno bene anche libri, coccole, candele profumate, incensi e Netflix)

LA MIA PAROLA DELL’ANNO

 

Le ultime settimane del 2016 sono state ricche: di lucine di Natale, di pacchetti, di piani per il 2017 (ho finito il mio business plan la notte del 30 Dicembre, soddisfatta, chiudendo il mio quaderno arancione), e anche di parole.

Sai che cos’è la Parola dell’Anno? E’ un’ispirazione che ti guida per tutto il nuovo anno, un faro durante le notti tempestose, una lucina che brilla quando ti senti smarrita. Può servirti come ispirazione, per scrivere post sul tuo blog – come sto facendo io adesso – , per scegliere una palette di colori, per guidare le tue idee. E’ un gioiello luminoso, che brilla dentro di te.

La mia Parola per il 2016 era Radiate, irradiare. Mi è stata utile, molte volte; quando mi sono trovata di fronte alla diversità, nella gestione di situazioni difficili e quando avevo bisogno di darmi una mossa, portandomi ad incontrare persone preziose che sono diventate amiche.

Quest’anno la mia parola non è arrivata subito: poi, eccola li. LUSH,  che significa rigoglio, essere rigogliosa, succulenta. E’ questo che voglio sperimentare e manifestare in questo nuovo anno: cogliere frutti, godere dei colori, mettere tante nuove foglioline. Lush mi fa pensare agli alberi ricchi di foglie, al verde intenso, e ho scoperto anche che esiste un Pantone che si chiama proprio così. Quel verde intenso, accogliente, ricco, mi ispira  e mi guida. La parola è molto onomatopeica: qual è il rumore che fanno le foglie quando crescono? lusssssshhhhhh…

Leggendo il testo di Irene Valeriani sui Fiori di Bach, ho realizzato nuove connessioni. Lei afferma, e io sono d’accordo con questo pensiero, che le foglie rappresentino l’autonomia della pianta; quando una pianta mette le foglie diventa adulta, pronta per fare esperienza del mondo. Attraverso le foglie la pianta comunica con l’esterno e incamera preziosi elementi che serviranno per la fotosintesi clorofilliana. Le foglie sono piccoli laboratori alchemici, dove tutto si trasforma per dare vita e rigoglio.

Ho sempre pensato, sin da bambina, che le foglie fossero i capelli delle piante: quando staccavo una fogliolina di Castagno per farmi la penna e per giocare agli indiani, dicevo all’albero “è come se tu fossi stato dal parrucchiere!”. Pensare al rigoglio mi fa pensare anche alla chioma  selvaggia, ai vestiti appariscenti e ricchi, alla voce infinita di Janis Joplin, che ho scelto come musa ispiratrice per il mio 2017.

Essere rigogliosa, permettere che le cose fioriscano e crescano selvaggiamente, ripararsi sotto l’ombra delle foglie, far fruttare tutto ciò che ho seminato. Toccare ogni giorno almeno un albero, raccogliere erbe selvatiche e cucinarle, farmi allungare i capelli e intrecciarli con i fiori, d’estate. Mangiare i pomodori del mio orto, sotto il sole, e prendere il tè con persone speciali.

Le foglie cantano, mosse dal vento: sono la voce delle piante. Le foglie sono colorate, e camaleontiche: rosse, gialle, marroni, e dalle mille sfumature di verde. Hanno margini diversi, e forme infinite. Lì, nelle foglie, risiede la parte artistica e creativa della pianta. Il rigoglio porta con sè l’espressione creativa, l’essere pienamente coinvolti.

Per condividere con te le suggestioni legate alla mia Parola dell’Anno ho creato una bacheca Pinterest: spesso aggiungo foto e link che possono essere di ispirazione, e mi perdo nelle immagini di giardini rigogliosi, vestiti selvaggi, frutti succulenti.

Questo è il mio percorso, per il nuovo anno: e la tua parola, qual è?

LA LUNA A PORTATA DI MANO

Oggi ospito sul blog la poetessa, scrittrice, tarot’s reader e amica Francesca Matteoni: ha scritto un pezzo sulla Luna e sulla sua magia. Buona lettura!

La luna a portata di mano

di Francesca Matteoni
La luna è mia madre.
Sylvia Plath
Cosa significa lasciarsi incantare dalla luna, dalla sua luce bianca, solitaria? Cosa fa volgere lo sguardo dei sognatori al satellite misterioso che è falce, sorriso, ferita, frutto pieno, strana faccia?
Nei tarocchi La Luna è il diciottesimo Arcano Maggiore, carta della magia per eccellenza, di un segreto che ci affascina, ci parla, senza che mai davvero possiamo comprenderlo appieno.  La luna inganna, delude, conduce in un viaggio per mare, tra i mostri e le meraviglie abissali dell’inconscio, illumina brevemente i sogni notturni, indica una verità lenta, intima, da accogliere intuitivamente. Per lavorare con la Luna quindi occorre abbandonare il linguaggio comune, scoprirne un altro familiare eppure più libero, bizzarro, una lingua onirica.
Come in una fiaba, le rivelazioni più impreviste avvengono sotto il raggio lunare. Materna e distante insieme la Luna ci raggiunge, modifica la nostra prospettiva, porta il dentro fuori. Proprio come fanno le maree, guidate dalla luna, quando si ritirano e lasciano sulla spiaggia i tesori delle acque. Frammenti, conchiglie, sassolini di vetro, alghe, minuscoli mondi perduti.  Per entrare in contatto con lei, possiamo prima di tutto trasformarla in un amuleto, usando oggetti che entrano facilmente in tasca e che le assomigliano: una vecchia moneta argentata, uno specchietto rotondo, una pietra di luna, un sasso bianco. Cercare poesie, canzoni, storie che abbiano la luna per protagonista, trascriverne i versi sul diario. Ritagliare, raccogliere, colorare, fare collage in un quaderno lunare (moonboard). Trovare animali che le tradizioni connettono alla luna, come la lepre nel mondo celtico, ma anche i rapaci notturni o il gatto di una bellissima poesia di William Butler Yeats, Minnaloushe, i cui occhi-mezzelune contengono la stessa saggezza arcana del satellite.
Possiamo aiutarci con il calendario lunare: sia la tradizione celtica che quella amerinda rinominano le lune in base agli alberi, gli animali, i cicli stagionali. A dicembre, per il calendario celtico, abbiamo una Luna-Sambuco, che protegge i sogni veritieri e fa brillare le memorie e i ricordi. Per i nativi americani gennaio è la Luna del Lupo, febbraio quella della Neve e così via. Attraverso la luna quindi possiamo riarmonizzarci con gli abitanti della natura, con la nostra dimensione naturale, anche se viviamo nelle città, in mezzo alla fretta, ai doveri, alle distrazioni del paesaggio urbano. Anche lì la luna appare, uscendo fra i tetti come una fata, dalle antenne come una foglia immensa.

illustrazione di Wendy Andrew
Uno degli appuntamenti del laboratorio Sogni e Ombre, che condurremo io e Cecilia a partire da gennaio, sarà proprio dedicato alla Luna, ai miti e ai racconti, ma anche al nostro gusto e intuito con cui decoreremo i quaderni personali, armate di forbici, pennarelli, matite e riviste di ogni tipo.
La sera scende presto nell’inverno, la luna si accomoda fra le stelle… e quando si annera prima di un nuovo ciclo possiamo sempre ritrovarla sepolta nelle nostre fantasie. Buona ricerca!

 

 

CHE COS’E’ IL LAVORO OMBRA CON I TAROCCHI?

 

Conosci Carl Jung? Era il mio preferito quando studiavo Psicologia (sono stata iscritta anche a questa facoltà – poi ho capito che le erbe erano la mia strada!). Me lo immaginavo come un signore saggio, barbuto, nel suo studio con il camino scoppiettante e con le monete dell’I Ching sulla scrivania.
Quando ero all’università consultavo spesso l’I Ching: lì ho scoperto il principio della sincronicità, ovvero, tutto quello che accade non accade per caso & molto spesso la magia avviene anche senza che tu te ne accorga.
Jung racconta  un suo sogno, molto semplice e allo stesso tempo evocativo: si trovava lungo un sentiero, a camminare controvento, con in mano una lanterna ad illuminare la strada. Sapeva che alle sue spalle lo seguiva la sua Ombra, la parte oscura, sconosciuta, selvaggia.
Volendo leggere questo sogno con le carte dei Tarocchi, la prima che viene subito in mente è l’Eremita: con la sua lanterna illumina i passi del suo cammino, facendo luce su tutto quello che non conosce, che ancora è misterioso. Che cosa tiene accesa la lanterna? Forse una stella? Oppure è la luce del suo intuito, la ragione della ricerca stessa?
L’ombra che segue Jung potrebbe essere il Diavolo, la sua parte ancestrale, pericolosa, inconscia ma anche vitale e senza schemi. Oppure, potremmo associare all’ombra la carta della Luna, che è simbolo di qualcosa ancora non chiaro, incerto, irrazionale.
E’ interessante notare che la vita di Jung fu poi magistralmente riassunta in questo suo sogno: con il suo lavoro ha fatto luce su molte dinamiche interne, legate all’inconscio ed al sogno.
Il lavoro Ombra, chiamato anche dream work o shadow work, è dunque tutto quel lavoro creativo, intuitivo e magico che puoi fare sui tuoi sogni, e non solo, grazie ai Tarocchi. E’ un processo utile ad esplorare la propria parte inconscia, la profondità individuale, per integrarla nella vita di ogni giorno, per accettarla e per imparare ad usare le risorse che può offrirti.
E’ utile quando:
  • riconosci in te stessa comportamenti che vuoi cambiare, ripetitivi e non costruttivi
  • vuoi combattere brutte abitudini, oppure lavorare su qualche tua forma di dipendenza
  • se non ricordi i tuoi sogni, e hai bisogno di sbloccarti a livello intuitivo
  • se ricordi i tuoi sogni, e vuoi saperne di più sui loro messaggi
  • se vuoi sviluppare il tuo potenziale creativo, attraverso figure, immagini, archetipi
ed in tutti gli altri casi in cui senti il bisogno di lavorare con i tuoi aspetti più intimi.
Capire che rapporto c’è tra i simboli del sogno e la vita di ogni giorno aiuta ad avere una piena consapevolezza su ciò che ti sta accadendo; come nel simbolo dello yin e dello yang, nella luce c’è sempre una parte di oscurità e viceversa – solo grazie all’integrazione  di questi due aspetti è possibile trovare il vero equilibrio.
Il lavoro Ombra prevede anche pennarelli, colla, ritagli, glitter, adesivi, e tutto quel (meraviglioso) materiale creativo che puoi usare per dare libero sfogo alla tua creatività. Nel lavoro Ombra spesso si tiene un Diario dove annotare sogni, sincronicità, intuizioni…
Prova ad analizzare qualche sogno che hai fatto con i Tarocchi: chiediti chi incarna i personaggi del sogno, quali sono le ambientazioni o le forze in gioco. Poi vienimi a raccontare che cosa hai scoperto nei commenti!
E se ti interessa approfondire il discorso sul lavoro Ombra, il 18 Gennaio inizierà il laboratorio Sogni e Ombre, che conduco insieme a Francesca Matteoni: le iscrizioni sono aperte! Qui trovi il link dell’evento. Puoi iscriverti sulla bacheca oppure scrivendo alla mail cecilia.lattari@gmail.com

PERCHE’ NON SONO UNA CARTOMANTE (EPPURE LEGGO I TAROCCHI)

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Inauguro questo nuovo blog con un discorso che mi sta molto a cuore: chiarire come mai io non sia una cartomante, eppure, allo stesso, tempo, io sia una che legge i Tarocchi.
Ci sono molti modi per leggere i Tarocchi, forse il più conosciuto è quello divinatorio: utilizzare le carte come uno strumento per conoscere il futuro, per sapere se vincerai alla lotteria oppure se sei incinta (per quello, consiglio sempre un test di gravidanza, molto più sicuro). C’è anche chi legge le carte per scorgere il futuro: chi promette di vedere che cosa accadrà, quali sono le possibilità in gioco, oppure chi fa letture particolareggiate su amore, lavoro, salute.
Il mio metodo di approccio ai Tarocchi è completamente diverso: io credo che le carte, i simboli ed i disegni che portano ci parlino, come se fossero un alfabeto speciale.
Siamo abituati a vivere in un mondo logico, razionale, dove lo spazio per l’intuito è davvero poco: spesso relegato alla notte, ai sogni, oppure a piccole sincronicità alle quali spesso non diamo molto peso.
I Tarocchi sono uno strumento fantastico per costringerti a pensare in un altro modo: non ci sono parole ma immagini, e quello che accade nella carta ogni volta è diverso, grazie alle associazioni ed alle posizioni i cui si trova la carta stessa.
Per questo i miei Tarocchi non portano male:in realtà, nessuna lettura di Tarocchi porta negatività o sfortune; anzi! Dopo una lettura con i Tarocchi io mi sento rinfrancata, come se avessi ricevuto un prezioso consiglio da un’amica fidata.
Mi hanno detto che i miei Tarocchi sono come segnali stradali lungo il percorso che stai attraversando: ti danno una direzione, segnalano i luoghi di interesse, e ti avvertono in caso di traffico, strade chiuse oppure ostacoli. Sono anche un pretesto per prendersi tempo per riflettere, immaginare, entrare in contatto con la tua parte interiore.
E le carte difficili? Cosa accade quando scopri una carta come la Torre, la Morte, l’Appeso, il Tre di Spade oppure il Dieci di Spade? In realtà, ogni carta è ambigua nel suo significato: la Morte nei Tarocchi non è mai una fine, l’Appeso ha la possibilità di vedere il mondo da un altro punto di vista, la Torre ti insegna a cadere.
La filosofia ermetica  ci insegna che “come sopra, così sotto”. Questo significa che la terra rispecchia il cielo, il divino è umano, e viceversa, e che il microcosmo rispecchia il macrocosmo.
Il mondo, la realtà per come la percepiamo, è uno specchio del nostro mondo interiore: se entri in contatto profondo con te stessa, e vedi la tua realtà chiaramente, ecco che le tue azioni diventano più determinate, più consapevoli, più chiare.
I Tarocchi ti aiutano ad entrare in contatto con la tua storia interiore, perchè sono in relazione con il tuo mondo interno, e con quello esterno.
La magia sta tutta nel riuscire a vedere bene la tua storia e le parti di cui è composta, per poterla trasformare e renderla straordinaria. Le carte ti illuminano, perchè contengono la luce dell’universo, che è la tua stessa luce!
Ecco perchè non sono una cartomante: non leggo il futuro, mi limito al presente. Il futuro è tutto nelle tue mani, e ti auguro che sia scintillante come l’anno che sta per arrivare!
Tu che cosa pensi delle letture di Tarocchi? Anche a te spaventano, o temi che possano dirti qualcosa riguardo al tuo futuro che non vuoi sapere? Dimmelo nei commenti!