LA MIA PAROLA DELL’ANNO 2019

Partiamo dalle piante. Parto molto spesso da loro, in effetti. Mi chiedo, ogni volta che vedo un Tarassaco (Taraxacum officinalis) spuntare tra le crepe di uno scalino, magari nel centro della città, mi chiedo: ma come cavolo ha fatto? Come ha fatto quel piccolo seme ed arrivare fino qui, a germogliare, a cacciare le prime foglie, poi la rosetta basale infine gli steli ed i fiori? Come fa a nutrirsi, a vivere, come è possibile?

Hai mai provato ad osservare da vicino una Rosa? Petali perfetti e delicati, profumatissimi. Dai colori che richiamano la conchiglia di Venere. Ma se guardi più in basso, le spine ti raccontano un altra storia. La Rosa si offre e si difende. Conosce il suo valore. Non ha paura di essere anticonformista: un fiore così delicato ha una sorpresa di spine.

La stessa ammirazione che mi suscita il Tarassaco cittadino la provo quando leggo o vedo storie ed opere di donne incredibili e ispiranti: Rosa Parks, prima di tutte. Lei che si è seduta su di un autobus, quando avrebbe dovuto, secondo le regole, lasciare il suo posto ad un bianco, nonostante la dura giornata di lavoro, nonostante i piedi distrutti, nonostante ci fossero altri posti liberi. Lei ha detto no. Ed il suo no ha cambiato le cose.

Maya Angelou, che se leggi la sua biografia sembra incredibile che sia una vita sola, e che abbia sempre combattuto per i diritti dell’umanità. Ma anche Marina Abramovic, che ha rischiato di essere uccisa da una pistola carica mentre rompeva, una ad una, le regole dell’arte e della performance, creandone altre (e se non hai mai letto il suo Manifesto, fallo subito). Artemisia Gentileschi, che ha dipinto il volto del suo stupratore nella testa di Oloferne, retta in mano da Giuditta.

La riflessione sulla ribellione, e su quello che significa questa parola, mi ha accompagnata negli ultimi giorni.

Ribelle: Più genericam., che si mostra impaziente a costrizioni o imposizioni esterne, indocile

Questa la definizione che ho trovato sulla Treccani, o almeno la parte che mi interessa di più, della parola RIBELLE. Indocile. Mi piace. Perchè dobbiamo essere docili? Perchè dobbiamo nascondere la nostra parte selvaggia e selvatica?

Ribelle. Si. Questo è l’augurio che voglio farmi per il 2019, questa è la strada che voglio percorrere. Ribelle per tutte le donne che si sentono appiccicare un’etichetta (a questo proposito, vai a vedere lo splendido lavoro che ha realizzato Laura Correggioli – dentro ci sono anche io!) e quella etichetta le limita, e non le libera.

Ribelle per tutte le donne che sono state schiacciate dai pregiudizio e dal razzismo: per le donne di colore, per le donne marocchine, per le donne africane, per le donne afroamericane, per le donne messicane, per le donne arabe, per le donne cinesi, per tutte le donne che sono discriminate perchè vengono da un paese straniero; per le donne senza figli, perchè non li hanno voluti, o perchè non li hanno potuti avere, per tutte le donne che si sentono dire “e voi? figli niente?” e per tutte le donne che un figlio non lo vogliono e non si sentono per nulla in colpa (e qui come non ricordare le Lunàdigas ed il loro progetto prezioso); ribelle per le donne che vogliono realizzare i loro sogni e credono che sia troppo tardi, o troppo presto, o che i loro sogni siano troppo; ribelle per le donne che si sono stancate di vestirsi in un certo modo, di parlare in un certo modo, di avere una relazione in un certo modo; ribelle come un Tarassaco o una Rosa, voglio permettermi le spine e il cemento senza dimenticare i semi e i desideri.

Ribelle per tutte le donne che non hanno potuto sedersi su un autobus, ribelle per tutte le donne che sono state bruciate su un rogo perchè conoscevano le erbe, ribelle per tutte le donne che hanno amato altre donne in epoche in cui era più difficile di adesso; ribelle per ricordarmi di guardare le cose sempre da un punto di vista diverso, per sapere che lo sguardo dell’Appeso è uno sguardo illuminato, per portare in me la saggezza della Sacerdotessa e la leggerezza del Matto.

Ribelle perchè voglio tracciare nuove strade, far crescere il mio lavoro nel modo che dico io, ascoltare le piante e farle parlare con le persone, realizzare spettacoli teatrali geniali con chi viene detto matto o disabile; perchè nella ribellione esiste l’atto creativo e artistico, perchè il processo è la parte più importante del risultato.

In questo momento storico così conforme, in cui è diffusa la paura del diverso, dello straniero, di chi non risponde a certe leggi sociali, io mi siedo dalla parte della minoranza. Io mi siedo proprio accanto agli scomodi, a chi si alza per dire la sua, a chi non si lascia spostare dal sentire o dal vedere comune.

RI – BELLE: belle due volte. Perchè quando sei nel pieno della tua natura, splendi di più.

If you don’t like something, change it.  (Maya Angelou)

Se ti piacciono le ispirazioni visive, qui trovi la mia moodboard dedicata alla mia parola dell’anno 2019: BE REBEL!

TAROCCHI E SOGNI

TAROCCHI E SOGNI

I Tarocchi possono essere strumenti utili per interpretare i tuoi sogni. Trovo che Tarocchi e sogni si parlino molto facilmente, forse perchè usano lo stesso linguaggio: i sogni ci parlano per immagini, così come le carte di Tarocchi, che sono un alfabeto immaginativo.

Immagini, immaginazione, mondo onirico, sono gli ingredienti principali del mazzo che, in assoluto, reputo il migliore per il lavoro sul sogno – in inglese, dreamwork – sono quelli di Nicoletta Ceccoli, della quale sicuramente conoscerai le illustrazioni. Il mazzo ha quei temi rarefatti, poetici, molto simbolici adatti per evocare le sensazione legate ai sogni.

Come puoi usare il tuo mazzo di Tarocchi per aiutarti a leggere meglio i significati ed i simboli dei tuoi sogni?

Nicoletta Ceccoli Tarot, La Luna

dream journal

Puoi iniziare a tenere un diario dei sogni, o dream journal, e puoi scrivere sopra quello che ricordi dei tuoi sogni, al mattino, usando le Carte. Prima scrivi liberamente quello che ricordi del sogno, poi rispondi a queste domande:

  1. che cosa vedi?
  2. è un sogno ricorrente?
  3. qual è il significato simbolico che attribuisci a questo sogno?
  4. come ti senti al risveglio? qual è la sensazione principale?

Prima rispondi scrivendo liberamente, poi scegli dalle carte del tuo mazzo di Tarocchi quelle figure che ti sembra rispondano meglio alle domande. Cerca poi nel significato dell carta se ci sono attinenze con il tuo sogno, se ampliano il suo significato, se svelano altri piani di interpretazione.

analisi del sogno

Per questo esercizio ti suggerisco di usare sia le carte coperte che le carte scoperte: nel primo caso le sceglierai casualmente, estraendole a faccia in giù – nell’altro caso, sceglierai consapevolmente le immagini da ssociare alle risposte.

Le domande a cui rispondere sono:

  1. chi?
  2. dove sono?
  3. chi/cosa incontro?
  4. significato che tu attribuisci
  5. + in ambedue i casi una carta COPERTA, che ti svela qualcosa di nascosto, che non sai, qualcosa che non vedi
Nicoletta Ceccoli Tarot, Due di Bastoni

meditazione per evocare i sogni

Prima di dormire puoi meditare sulle seguenti carte, osservandole bene e magari lasciando libera la mente di immaginare, visualizzare, lasciarsi evocare significati.

Metti sul tuo altare oppure sul tuo comodino:

La Sacerdotessa, la Luna e l’Eremita per evocare sogni profetici. La Sacerdotessa è legata alla capacità di ricevere, la Luna è l’aspetto nascosto, non visibile, che si cela nel significato nascosto del sogno, l’Eremita è colui o colei che fa luce, seguendo il suo cammino interiore.

Per evocare un bel sogno, estrai l’Asso di Coppe, La Luna, La Stella. Con l’Asso di Coppe contatti le tue emozioni e ti immergi nel mondo onirico, con la Stella chiami a te protezione, buona fortna, contatto con ciò che splende. La Luna resta la carta centrale, collegata al sogno.

Questi sono alcuni dei modi che preferisco per lavorare sul sogno: ti ricordo che ogni settimana estraggo una carta per ispirare i giorni che verranno + una diretta su Instagram nella quale approfondisco il significato della carta. Ti aspetto nel mio feed: @alchimistacontemporanea

RACKAM TAROT: INTERVISTA AL MAZZO

Rackam Tarot - cecilia lattari

RACKAM TAROT
intervista al mazzo

Rackam Tarot è il mazzo realizzato con i disegni di Arthur Rackam, illustratore dei primi del Novecento con uno stile inconfondibile, unico. Le sue illustrazioni tratteggiano il mondo di mezzo, popolato da fate e folletti, da bambini magici e da bambine che esplorano il mondo delle meraviglie (si, ha illustrato anche Peter Pan e Alice). Lo Scarabeo propone questo mazzo fatato, dalle atmosfere delicate e selvagge. Per conoscerlo meglio ho fatto la mia solita intervista al mazzo. Eccola qua

Qual è la tua caratteristica principale?

La carta estratta è l’Asso di Bastoni. Nella carta un grande albero domina il paesaggio lunare: sembra quasi che si stia muovendo, e le fate che sono disegnate alla destra del suo tronco lo guardano, in attesa. Tutto è possibile, dice questa carta: è la scintilla, l’azione, la magia. La caratteristica principale del mazzo è quindi la sua capacità di osare, di costruire un ponte tra realtà ed immaginazione. Il mazzo possiede questa scintilla magica, che ispira e muove all’azione.

Quali sono i tuoi punti di forza?

Il Re di Denari, un uomo gentile e generoso che è pronto a dare consigli. Questo è un mazzo che ha un’anima antica: il Re di Denari me lo immagino come un signore di una certa età, che ha raccolto molti frutti durante la sua vita e che ora sa come condividerli. E’ un mazzo che dispensa consigli con generosità: devo dire che ho riscontrato questa sua caratteristica nelle mie ultime letture – è davvero un mazzo che parla molto.Q

Quali sono i tuoi limiti?

La carta è la carta dell’Appeso (una delle mie rappresentzioni preferite di questo Arcano). Abbiamo una fatina che cammina su un filo di ragnatela; da un momento all’altro tutto può cambiare. Danza sotto alla luna, appesa ad un filo. La carta dell’Appeso è spesso relativa alla visione alternativa delle cose che ci accadono: osservare tutto da un punto di vista diverso, ottenere un nuovo sguardo sulle cose.

In questa posizione la carta può suggerirci che questo mazzo ci spinge ad accettare la visione delle cose ed i consigli che provengono dal mazzo; è un mazzo che può portare a piccole illuminazioni (come quelle che ha l’Appeso, nella iconografia classica rappresentato con un aureola di luce intorno alla testa) ma che può essere, a volte, portatore di messaggi sibillini, che provengono da un mondo a testa in giù.

Cosa puoi insegnarmi?

La carta è la Regina di Bastoni: carta che richiama l’Asso di Bastoni, il mazzo si rivela ancora come mazzo davvero speciale. La Regina di Bastoni è la Strega delle Regine: lei sa usare la sua magia, sa come ottenere i suoi obbiettivi, sa incantare e parla con i gatti. E’ una musa creativa. Il mazzo può insegnarci ad usare la nostra magia, senza paura!

Come posso collaborare al meglio con te?

La carta è il Due di Bastoni: resto nel mio mondo, nella mia comfort zone, oppure esco e mi addentro nell’avventura? Il mazzo ci chiede di abbandonare la nostra visione classica delle cose e di aprire gli occhi ad un altro mondo. Molto in linea con la carta dell’Appeso, questa carta in questa posizione ci dice che per collaborare al meglio con qusto mazzo dobbiamo accettare che c’è una visione diversa delle cose, una visione magica.

Cosa può venire fuori dalla nostra relazione?

Un Sette di Bastoni: la relazione con questo mazzo ci insegna a difendere ciò che siamo – e con ciò che siamo direi che si riferisca al nostro mondo immaginario, alla nostra fantasia. Rackam ci insegna a non dimenticare che esistono le fate, e che continueranno ad esistere finchè noi ci crederemo.

Il mazzo è composto da 78 carte, con le splendide illustrazioni di Arthur Rackam, senza bordo, misurano 65 x 111 mm. Puoi trovarlo in vendita in Italia sullo shop de Lo Scarabeo.

TAROCCHI E POTERE PERSONALE

Molto spesso mi capita di sentirmi chiedere: fai i Tarocchi? con la curiosità di chi vorrebbe svelare qualcosa sul suo futuro. Quindi mi trovo molto spesso a spiegare che no, i Tarocchi – per come li leggo io – non servono per dirti che cosa accadrà (quello è tutto nelle tue mani); possono invece essere un fantastico strumento per scoprire le tue risorse personali, per aumentare la fiducia in te stessa e nelle tue scelte, per vedere una situazione che ti sta a cuore sotto un altro punto di vista, e magari trovarne una soluzione.

Ci sono diversi modi che puoi mettere in pratica da sola, con il tuo mazzo. Vediamo quali!

1. UNA CARTA AL GIORNO

Questo è il metodo più usato e più diffuso per entrare in contatto con l’energia dei Tarocchi, per conoscerli meglio e anche per ricevere un consiglio e una guida quotidiana. Ogni giorno, decidi tu se al mattino o alla sera, strai una carta dal tuo mazzo. Osservala bene, e appunta sul tuo quaderno tutte le suggestioni che ti trasmette. Poi, vai a cercare il suo significato classico e vedi come può essere delinato nella tua situazione.

Se fai questo esercizio al mattino puoi usar la carta come guida durante tutto il giorno; se lo fai alla sera, puoi rivedere la tua giornata sotto una nuova luce e fare un bilancio.

2. MEDITAZIONE A CARTE SCOPERTE

Per potenziare le tue risorse e ampliare il tuo intuito, puoi utilizzare le carte scoperte, quindi non sceglierle casualmente, con la faccia nascosta, ma invece sceglierle proprio osservando le figure. Pensa a quale risorsa vorresti avere nella situazione che ti sta a cuore, oppure alla qualità che vorresti sviluppare in te stessa. Osserva il tuo mazzo, e scegli la carta (o le carte, per un massimo di tre)  che senti più vicina. A questo punto, prendi il tuo quaderno e descrivi quello che vedi. Com’è la figura? Com’è l’ambiente in cui si trova? E gli oggetti? Cosa ti evocano?

Poi, immagina tutto quello che non c’è nella carta: come continua il disegno, fuori di confini della carta? Cosa accade? Che situazione sta vivendo il personaggio?

Infine, immagina che questa carta ti parli, dandoti un consiglio. Che cosa ti dice?

3. USA I TAROCCHI NELLA VITA QUOTIDIANA

Che cosa significa? Che, per esempio, puoi stampare una carta dei Tarocchi che per te significa molto, oppure che in questo momento ti piace, o ancora la carta che hai scelto nella meditazione a carte scoperte, e puoi portarla con te durante la giornata. Puoi metterla in un posto che risuona con la sua energia: per esempio, se per te la carta significa abbondanza, la metterai nel tuo portafogli. Se rappresenta l’amore per te stessa, puoi metterla accanto al tuo specchio. Se è legata ad un aspetto creativo, puoi disegnarla, puoi interpretarla con la musica, o ancora puoi tenerla nel tuo studio, vicina al pc, per ispirarti durante il lavoro.

Trova e sperimenta modi pratici per portare l’energia dei Tarocchi nella tua vita.

4. INVENTA UNA STESA

Puoi inventare una tua stesa personale, per scoprire quali sono le tue risorse in una particolare situazione. Puoi scegliere tu le posizioni: unica regola è quella di non cambiarle una volta che hai scelto le carte. Oppure, puoi fare una semplice stesa nella quale estrarre una carta per la situazione attuale, una carta per esaminare da vicino l’ostacolo, e due carte per conoscere quali sono le tue risorse, consce ed inconsce, per affrontare la situazione.

Ricorda: non possiamo agire su quelli che sono i pensieri, le azioni e i desideri degli altri, ma possiamo conoscere, approfondire e cambiare, se necessario, quelli che sono le nostre risorse personali, e risplendere pienamente della nostra luce.

Hai scaricato la mia guida gratuita sui Tarocchi? La trovi nella sezione IN REGALO del sito! E se ti manca un mazzo di Tarocchi, ricorda che Lo Scarabeo ne ha tantissimi!

STARMAN TAROT: UNA STESA

Gli Starman Tarot hanno una storia molto particolare: sono stati creati da Davide De Angelis, artista visivo che ha collaborato con David Bowie in diverse occasioni. Lui stesso dice che questo mazzo è un’alchimia visiva: come poteva non piacermi?

Per uno strano scherzo del destino, l’energia delle carte mi ha accompagnato per quarant’anni, a cominciare dal mio primissimo incontro con David Bowie a Londra quando di anni ne avevo solo dieci. Un’energia che ha permesso la realizzazione grafica delle copertine di album e il varo di diversi progetti artistici, da un capo all’altro del mondo, portandomi ad avere casa a Bali per poi riportarmi nel Regno Unito.

De Angelis ha collaborato con Bowie in diversi progetti, e questi Tarocchi sono il frutto di questa speciale collaborazione. Sono colorati, vibranti, magici. Parlano a più livelli, sono dinamici, mutano, sussurrano, si illuminano.

Gli intensi effetti di questa mia collaborazione con David Bowie si riflettono ancora oggi nella mia vita e nel mondo intero. Tutte le creazioni artistiche che ho realizzato in quel periodo sono ancora con me e rappresentano una sorta di radiazione visiva di fondo. Realizzare lo Starman Tarot mi ha permesso di esplorare numerosi universi ricchi di possibilità stupefacenti.

Qualche nota tecnica: le carte sono plastificate e lucide, comode da tenere in mano e da mescolare. Non hanno i bordi, e questa è una cosa che amo tantissimo! L’immagine prende tutta la carta e non è delimitata dal bordo. Sono leggermente più grandi di un mazzo classico, altro punto a favore. La dimensione è 75 x 140 mm.

Quale modo migliore per conoscere i Tarocchi se non seguire la proposta che lo stesso De Angelis riporta nel libro che accompagna il mazzo? La stesa è dedicata alla creatività e ha la forma del fulmine di David Bowie.

CATALIZZARE IL TUO POTENZIALE CREATIVO

La prima carta rappresenta il Seme: la scintilla che mette in moto il progetto.

La carta che ho estratto è il Cinque di Spade: una carta difficile! Come possiamo leggerla in questa posizione?

Il Cinque di Spade è la carta di chi vuole vincere ad ogni costo: la scintilla creativa che mette in moto il progetto potrebbe essere una sensazione di sconfitta, un desiderio di rivalsa. Questo progetto creativo parte dal desiderio di farcela, di vincere a qualsiasi prezzo perchè ora come ora è la cosa più importante. L’avviso della carta è: chiediti sempre a che prezzo!

La seconda carta è la visione: la possibilità contenuta nel progetto creativo che può essere messa a servizio del mondo. La carta è la Torre.

la torre starman tarot

Apparentemente anche questa è una carta difficile, eppure in questa posizione la trovo molto rivelatoria: la Torre è la carta della ribellione, del non poter più stare dentro ai confini prestabiliti. Qualcosa accade, qualcosa che ti porta fuori dalla tua comfort zone e che ti permette di creare qualcosa di completamente nuovo. La rivelazione è qualcosa che ti cambierà per sempre, e questa è la visione del tuo progetto creativo. In questa posizione, la carta mi dice che la visione del progetto è davvero qualcosa di mai visto prima, qualcosa di rivoluzionario e di energetico!

La Torre mi fa pensare alla famose frase di Marina Abramovic: the process is more important than the result.

Lascia che ciò che deve sgretolarsi si sgretoli e costruisci una nuova visione creativa, vai oltre i limiti, oltre ciò che conosci. Esplora e sii ribelle.

La terza carta è l’espressione: il mezzo creativo attraverso il quale attuiamo il progetto. In questa stesa è Il Sole.

Fantastico! Portare alla luce, fare chiarezza. Illuminare. (Non a caso, sto lavorando per un progetto bello e delicato che si chiama le cose illuminate). Il mezzo per attuare il progetto è portare alla luce. Mi fa pensare al teatro, con i suoi riflettori, ma non solo. Stare a contatto con la natura, ritrovare un luogo artistico dove sentirti davvero a casa. Irradiare vibrazioni super positive. Scegliere di stare bene: feeling good is a priority.

La quarta carta è il cuore: l’aspetto emotivo della tua creazione. In questa stesa è la Temperanza.

La Temperanza è la mia carta per il 2019: ed è la carta dell’Alchimista! Il cuore di questo progetto mette in comunicazione mondi diversi, e con i giusti ingredienti compie una piccola magia. Come un Alchimista, trova l’oro dove c’è il piombo, lo trasmuta in luce.

Capacità di mediare e di mettere in comunicazione, capacità di creare ponti. L’aspetto emotivo è nell’attenzione a chi è diverso da me ma che voglio accogliere, con cui voglio creare mondi, costruire ponti.

Si, questa carta sicuramente possiede una buona parte del mio cuore.

La quinta carta è la forza: le risorse per dare vita al progetto. La carta è il Sei di Bastoni. E’ la capacità di vincere, di essere un leader senza dimenticare di essere umili. Leggendola insieme alla prima carta, viene da dire che se la scintilla creativa parte da un desiderio di rivalsa, sicuramente c’è la forza di vincere, di primeggiare, senza dimenticare di dare l’esempio e di essere ispirazione per l’altro. Come tutti i Sei, anche il Sei di Bastoni è rivolto alla relazione: il mio successo diventa anche il tuo, perchè attraverso la mia azione posso tracciare una strada da percorrere.

La sesta carta è la passione: cosa mi muove all’interno di questo progetto creativo. La carta è la Regina di Pentacoli.

Prendersi cura della Terra, dell’ambiente, degli animali. La relazione con le piante, con il nutrimento. La cucina e la magia pratica. Oh si! E’ proprio la mia passione – se leggiamo questa stesa come se fosse per me. Potrebbe essere l’indicazione di tematiche da sviluppare, magari in un libro. Scrivere del mio rapporto speciale con le piante, con il territorio che abito.

L’ultima carta è la manifestazione: gli aspetti unici del progetto che lo portano nel mondo. La carta è il Due di Bastoni.

E’ un progetto che ha a che fare con il potere personale: il Due di Bastoni ti chiede di andare seguendo il tuo passo, di scegliere tra il tuo mondo interno e quello esterno. Esploralo seguendo il tuo passo. Stai nel tuo potere, scoprilo, portalo fuori. Scegli di essere visibile, prendi in mano la tua passione. Osa, acquista un nuovo punto di vista.

Questa stesa puoi utilizzarla anche tu, con qualsiasi mazzo. Se invece ti sei innamorata di questo fantastico Starman Tarot, puoi acquistarlo sul sito de Lo Scarabeo!

Se invece vuoi conoscere più da vicino le carte dei Tarocchi, ti ricordo che il mio corso Semi Sacri è ancora online. Lo trovi qui!

GUEST POST: SILVIA PEDRI

Ospito nel mio blog il post di un’amica, Silvia Pedri, che ha scritto per me: parla di questo periodo, con la grazia e l’intelligenza di cui è ricca. Buona lettura!

Creare il Miracolo della Luce e della Felicità. Eccolo!

di Silvia Pedri

In questi tempi “bui”, solstiziali, mi capita di pensare spesso alla carta astrale di una mia amica. Adoro sbirciare nelle carte astrali altrui, soprattutto in quelle degli amici, persone creative, ribelli, brillanti. Sono carte pessime. Nei loro abissi, trovo le loro risorse di luce. Risorse che, a guardarle da fuori, sembrano infinite. E, di fatto, lo sono.

In questi giorni del Solstizio d’Inverno, che tengono ancora in prigione il Sole prima della sua Rinascita, mi chiedo qual è il loro, qual è il nostro segreto.

Nella carta astrale di nascita c’è tutto. E tutto quello che c’è, puoi star sicuro, si realizza. E poi c’è altro, l’oltre. Il Destino che ci viene a bussare quando noi siamo pronti, quando siamo maturi. E quello non lo vedi, non lo puoi a volte neppure immaginare. È oltre il determinismo della tua impronta energetica, è il miracolo della tua costituzione fisica superata. Quello non ti è dato. L’hai fatto tu.

Nella carta astrale di nascita ci sono tutti i talenti che puoi sviluppare, i desideri che vorresti realizzare, e le ferite che ti impediscono di muoverti. Non ti puoi muovere tanto fanno male. Queste ferite sono zone buie che ti risucchiano e ti prosciugano. Zone in cui devi imparare a resistere alle correnti, in cui ti sembra difficile anche solo sopravvivere, zone di grande profondità interiore ed esperienziale. Paludi insidiose. Paludi che, a volte, in modo parziale o totale, possono anche essere bonificate.
Certo, ci vuole un miracolo. Solo un miracolo potrebbe.

Può.
Si può.
Ne ho le prove.

Il successo di Marzia Lupi (Permettimi questo nome. Io racconto solo storie vere ma ci tengo, nel rispetto dei protagonisti, che non siano riconoscibili.) era prevedibile. In effetti aveva sperimentato fin da giovane che era possibile. Scriveva poesie. Vinceva concorsi di poesie. Zac. Per dire. E’ solo un esempio. Ma era così. Il valore c’era. E nel suo caso da subito era apprezzato. Si potrebbe dire “era fatta così”. Ha il Sole al Medio Cielo, a Sud, nel posto più luminoso, e ha il pianeta del segno dove sta il Sole nel suo domicilio e angolare quindi fortissimo. È una persona portata a risplendere di luce propria.
Fa piacere, per carità. Sarà stata contenta. Fa anche un po’ invidia, agli altri comuni mortali. Ma lei non era felice. La felicità non c’entra niente con i concorsi vinti o i libri pubblicati. È tutt’altra cosa.
Si dice che per fare soldi bisogna averne un po’. Questo vale anche per la felicità. Bisogna partire da qualcosa. Lei partiva da ben poca roba.
In lei, nella sua energia e nella sua vita, tanta Luce si affiancava ad altrettanto Buio.
E le chiavi per integrare questi disagi non erano disponibili.

In questi giorni pensavo Eh beh certo avrà avuto un buon Saturno! Ehh beh ha un buon Marte si vede! E poi col sostegno di Giove è facile.
Sostegno un accidente. Saturno è in esilio. Giove retrogrado in fase distruttiva. E Marte vabbé sì, ce l’abbiamo. Ma non basta.

Questa persona la perseveranza e la capacità di concretizzare l’ha creata, da zero (Saturno in esilio), grazie all’uso appassionato e attento della sua intelligenza, l’espansione della sua gioia (Giove) l’ha creata, ribaltando gli schemi (Se il pianeta è retrogrado il suo moto e il tuo movimento non possono certo andare “diritti”. Ma possono trovare il loro verso giusto…) e nutrendosi con abbondanza e generosità (Giove. Chi non ce l’ha se lo dia!) dell’energia spirituale più giusta per lei.

La sua anima, insomma, in ginocchio dentro una personalità con oggettive (o soggettive, che è uguale) difficoltà, non si è arresa.
Ha fiutato ciò che era Buono.
Ha perseverato.

Marzia, che adesso nella sua disciplina è leader a livello mondiale, ha proceduto per anni tra le lacrime.
Nessuno la sosteneva. Tutti sembravano urtati, sconcertati o addirittura offesi dalle sue scelte.
Le persone a lei più care, poi, quelle a cui lei teneva di più, non solo disprezzavano la strada che stava percorrendo perché non era nelle loro corde ma anche soffrivano del suo successo perché volevano averne di più loro. Sono situazioni molto frequenti, molto umane, molto comprensibili e perdonabili. Ma fanno molto male. Soprattutto quando durano diversi anni.

Marzia aveva successo. Lo sappiamo, era nata per il successo. Non lo cercava nemmeno. Faceva solo quello in cui credeva, nel modo in cui era capace, impegnandosi con amore e serietà. E, dal momento che amore serietà e capacità ne aveva da vendere, veniva molto bene. L’unica cosa che la confortava era l’affetto delle persone a cui si dedicava.

Il successo, badate bene, è una cosa seria, una cosa vera e reale. Un albero con radici. Qualsiasi albero, anche quelli nati per ricevere più luce, cresce lentamente. Deve essere coltivato con pazienza. Deve essere amato in modo disinteressato. Come un figlio. Perché, in ogni momento, non sai mai che cosa diventerà. Se mai diventerà qualcosa.

In ogni caso, il successo è niente, non vale niente, se non sei felice. E la felicità dipende da ben altro.
Tutto questo altro era negato dalla sua carta astrale. Era, evidentemente, debole, ferito, poco probabile o francamente impossibile.

Così è.
Tutto si è verificato puntualmente.
Così fu.

Chi vede adesso Marzia non la riconosce nella sua carta astrale. Ma lei, in passato (io che ho avuto il privilegio di conoscerla lo so) ha vissuto tutti i dolori che la carta mostra. Adesso ha lo sguardo terso e gioioso di una bimba felice e di una ragazza innamorata e ha la famiglia di una donna pienamente appagata. Ma ogni volta che guardo la sua carta astrale non posso trattenermi dal pensare quanto è stata brava a realizzare, giorno dopo giorno, procedendo sulle sue sole gambe, il miracolo.
Non posso trattenermi dall’osservare che il miracolo è possibile.

Avrebbe potuto non riuscire. Avrebbe in realtà dovuto non riuscire.
Il successo che le era dato dalla sua costituzione energetica avrebbe potuto essere tanto. Ma sarebbe dovuto essere parziale, del tutto settoriale.

E lascia che ti sveli il “segreto” che il 99% delle volte il successo molto grande è anche molto parziale. Si alimenta proprio della sua parzialità e dei suoi squilibri, dei suoi infiniti punti di Buio.

Il miracolo è altro e oltre rispetto al successo.
Il miracolo è fare succedere la felicità.

Miracolo è creare felicità dove non c’è e farla crescere con umiltà, pazienza e determinazione.
Senza troppe speranze. Ma senza mai perdere la speranza.

Il miracolo non si desidera, non si progetta, non si crea. Avviene.
Avviene quando noi siamo maturi, quando abbiamo coltivato le nostre energie in modo che ogni parte di noi offra a noi e al mondo il suo particolare, unico, fiore.

Silvia la trovi qui: www.silviapedri.com

STARCHILD: INTERVISTA AL MAZZO

Se hai un nuovo mazzo e vuoi conoscerne le caratteristiche principali, una delle migliori (e più divertenti) cose da fare è sicuramente l’intervista al mazzo: una stesa dedicata alla conoscenza profonda delle carte con cui lavorerai. Qui ne ho parlato in maniera approfondita: oggi lavoriamo con lo Starchild Tarot, creato da Danielle Noel.

Partiamo con le domande al mazzo e con le loro interpretazioni:

Qual è la tua caratteristica principale?

La carta è il Sette di Denari, Seven of Crystals. che in questo mazzo è rappresentato da una donna in meditazione. Effettivamente questo mazzo, anche per come viene presentato dalla sua autrice nel libro che lo accompagna, è molto meditativo. I colori, le sensazioni che emergono dalle immagini sono sicuramente attinenti ad una parte spirituale dell’esistenza. Il Sette di Denari ci dice che questo mazzo è un mazzo che puoi usare quando hai bisogno di intuizione, quando sei nel mood giusto per aspettare che i significati vengano a te, senza cercarli ma nell’attesa fertile. Attesa, meditazione, fiducia, consapevolezza di aver fatto un buon lavoro.E’ dunque un mazzo da meditazione!

Quali sono i tuoi punti di forza?

Il Nove di Bastoni, Nine of Wands. Una carta di Fuoco, un fuoco però insolito. Il Nove di Bastoni, infatti, rappresenta il momento prima di raggiungere l’obbiettivo – quel momento in cui non devi mollare, ma puoi trovare rifugio, riparo, prendere un attimo di tempo. Il punto di forza del mazzo è quello di aiutarti a prendere una pausa, un attimo tutto per te nel flusso delle cose da fare, durante le tue giornate incasinate, oppure per inquadrare i tuoi pensieri e vederli meglio. Una carta in grande risonanza con la prima che abbiamo analizzato.

Quali sono i tuoi limiti?

La carta è l’Asso di Spade, Ace of Swords. Il limite del mazzo è quello di essere molto, forse troppo, arioso. E’ un mazzo perfetto per letture dedicate all’ispirazione, per aggiungere l’elemento Aria quando percepisci che manca- quando ai bisogno di un consiglio lucido, mentale, leggero (che non significa superficiale, anzi). Il suo limite è che è un mazzo spostato sull’aspetto meditativo, spirituale. Sai che puoi usare questo mazzo per una ricerca personale sul tuo sentiero spirituale, per avere una visione chiara e intuitiva degli avvenimenti su cui vuoi consiglio.

Cosa puoi insegnarmi?

La carta è un Arcano Maggiore, la Luna. Il dono del mazzo è quello di collegarti al tuo intuito, alla parte più mobile e immaginativa del tuo essere. Il mazzo ti insegna che non sempre le cose sono come sembrano, e che la realtà è fatta da molti strati. Ti collega al tuo subconscio, ai sogni, alle visioni. Ti insegna a distinguere quali sono giusti per te, e quali sono illusori. A lavorare con la parte più profonda e lunare di te stessa, quella più oscura. Porta la luce lì dove non vedi bene.

Come posso collaborare al meglio con te?

La carta è la Ruota di Fortuna. Transizione, trasformazione, nuovi inizi: la Ruota di Fortuna è la carta del destino. Ti dice che, anche se stai vivendo un momento non facile, proprio dietro l’angolo c’è qualcosa di bello. E puoi collaborare con questo mazzo accettando che non tutto si può controllare – che non tutto dipende da noi. Abbandonati alle sue figure, lasciati trasportare nel suo mondo. Essendo un mazzo così spirituale, per capirlo devi accettare questa parte di indeterminabilità – lasciare che sia.

Cosa può venire fuori dalla nostra relazione?

La carta è la Forza: una donna con il suo Leone. La tua relazione con il mazzo può migliorare la fiducia in te stessa, darti coraggio, aprire il tuo cuore. La Forza nei Tarocchi è una forza determinata e gentile. Usando questo mazzo puoi essere più centrata in te stessa, perchè puoi portare in equilibrio la tua sfera spirituale. Puoi sentirti più consapevole e più forte.

Il mazzo è composto da 78 carte, con il bordo dorato. La confezione è bellissima, e nel libro che accompagna le carte trovi, per ogni Arcano Maggiore, le sue corrispondenze astrologiche e anche i relativi cristalli, i chakra, i simboli, le guide. In Italia puoi acquistarlodalle ragazze di Moonflowers.biz

Se hai bisogno di ispirazioni sui Tarocchi, ti ricordo il mio corso su Arcani Minori, quattro elementi, Luna, erbe e intuito: puoi trovarlo qui!

MAGIC MORNING: RITUALE DEL MATTINO

MAGIC MORNING: RITUALE DEL MATTINO

Ok, suona la sveglia. Se sei una come me, la lasci suonare almeno tre volte prima di alzarti. Metti su lo snooze, e cerchi di riprendere il sonno dei giusti in quei cinque minuti, altri cinque minuti…

Ultimamente riesco ad alzarmi dal letto molto più in fretta, e con good vibes  anche al pensiero di dover abbandonare il piumino morbidissimo e la coperta di lana a fiori rossi e bianchi (super anni ’70, che adoro), perchè so che posso iniziare il mio rituale del mattino, che mi aiuta a mantenere un’onda positiva per tutto il giorno.

Tutto è iniziato grazie a Gala Darling, che tempo fa ha scritto questo post, nel quale ti racconta come la sua pratica mattutina le ha, radicalmente, cambiato la vita.

La mia pratica mattutina adesso è solida, ed ho trovato quello che a me fa stare bene e che è funzionale: per individuare la tua routine sicuramente dovrai sperimentare e poi scegliere le azioni che sono più giuste per te.

La cosa importante è che tu al mattino ti allinei con una vibrazione positiva, che in parole semplici significa: inizia bene, e tutto il giorno verrà da sè.

Effettivamente, pensa alle giornate no: partono sbagliate sin dal mattino. Molto spesso non facciamo niente per invertire la rotta, perchè ci sembra che le cose, in giornate come quelle, possono solo peggiorare. Immagina quindi di poter indirizzare le tue giornate verso tutte quelle azioni e reazioni che ti nutrono e che ti portano gioia. Iniziare bene significa orientarsi verso questo tipo di energia, proprio come fanno i girasoli verso il sole.

Ecco la mia routine mattutina:

  • per prima cosa, mi preparo una colazione succulenta, completamente vegan. Sto tornando a dare spazio ad un’alimentazione più sana e più naturale, e al mattino una cosa che mi fa stare subito bene è il cappuccino con il latte di soia super super cremoso
  • se lavoro da casa, accendo una candela e metto su la mia musica preferita (qui trovi una playlist che ho creato per le tue mattine). Se lavoro fuori casa, mi preparo per uscire sempre con la mia musica preferita – che per me è un modo sicuro per alzare l’energia
  • mi metto, sempre, il rossetto, e mi vesto esattamente come mi va. Utilizzo i vestiti per creare uno stile mio, che mi permetta di sentire me stessa ed il mio power anche durante il giorno
  • invio messaggi vocali alle mie amiche più care: questo per me è il vero inizio della giornata, lo scambio vocale con chi è lontana da me ma che può essere vicina grazie alla tecnologia
  • faccio una lista della gratitudine: dico a voce alta tutte le cose per cui sono grata
  • durante il corso della mattinata, mi preparo una tisana, scegliendo con cura le erbe che mi attirano di più in quel periodo

Come puoi preparare il tuo rituale del mattino

Ti consiglio di scegliere cose semplici da fare: sarebbe bellissimo riuscire a fare yoga ogni mattina, meditare, contemplare il paesaggio, scrivere i sogni sul quaderno… ma non sempre è possibile, perchè al mattino spesso partiamo di corsa e non riusciamo mai a trovare il tempo per fare tutte queste cose.

Ecco qualche idea, che puoi riadattare alla tua giornata tipo e che puoi usare per comporre il tuo rituale mattutino:

  • scegli una breve meditazione: ci sono programmi di meditazione guidata, anche app come Headspace che hanno meditazioni breve e molto efficaci
  • prepara la sera prima tutto l’occorrente per una super colazione: puoi anche preparare una tisana la sera e poi berla il giorno dopo
  • metti su la tua musica preferita: canta, danza, batti le mani e muovi il tuo corpo: basta poco! Puoi farlo anche in auto, se lavori fuori casa
  • registra in una nota vocale del tuo telefono una lista di cose per cui sei grata: può essere qualcosa di molto importante, ma non dimenticarti anche delle piccole cose che rendono la tua giornata speciale
  • durante la mattina prenditi il tempo per leggere quella newsletter che hai lasciato indietro: io ho una lista di newsletter che adoro leggere e dalle quali prendo grandissima ispirazione. Se non sei ancora iscritta alla mia newsletter, fallo qui: ti arriva ogni mese, insieme alla Luna Nuova
  • scegli sempre vestiti ispiranti, non lasciarli solo per i giorni importanti. Celebra te stessa e il tuo stile unico.
  • estrai una carta dal tuo mazzo di Tarocchi, falle una foto e portala con te tutto il giorno; lasciati ispirare dal suo messaggio

PICCOLO INCANTO DEL MATTINO

Prepara un bicchiere d’acqua fresca, 
aggiungi una spruzzata di succo di limone
metti la tua mano principale (quella con cui scrivi) sul bicchiere
e immagina che dalla tua mano parta una luce bianca
che riempie e illumina l’acqua.

Guardati allo specchio e dici a voce alta
OGGI E’ UNA MAGICA GIORNATA E IO SONO NEL MIO PIENO POTERE 
Adesso bevi la tua acqua, e vai, ragazza!
Il mondo è tuo!

Raccontami qualcosa sulla tua routine del mattino: se hai domande o dubbi, vieni sulla mia pagina Facebook. E per avere ispirazioni segui la mia pagina Instagram: ogni martedi mattina pubblico la mia lista della gratitudine!

Ti sei persa i miei ultimi articoli? eccoli qua:

SETTEMBRE (DI DOVE ERO FINITA, UN’ALTRA VOLTA)

il rientro+cecilialattari

Da molto tempo non scrivo sul blog, è vero. Ma da Maggio ad oggi sono successe molte cose, ho avuto un’estate turbolenta e solo ora riprendo le fila.

Il mio compagno ha rischiato la vita; questo l’evento, accaduto i primi di Giugno, che ha imposto una pausa alla mia attività – ho portato avanti solo quello che era indispensabile, il mio lavoro off-line (il gruppo di teatro che sto guidando per un progetto regionale) e ho allentato moltissimo il lavoro on line.

Adesso Andrea sta bene: la paura è stata tanta, e tutta questa esperienza sicuramente mi ha insegnato molto. Ho imparato qualcosa sul mio potere personale. Ho vinto la paura di guidare in autostrada per lunghi tratti, perchè lui era ricoverato lontano. Ho vissuto un mese da sola, e ho scoperto di avere amici e amiche insostituibili, che mi sono stati molto vicini. Ho imparato lezioni dai miei gatti e dai pomodori che sono maturati nell’orto, a momento giusto. Ho scelto di prendermi cura di me stessa, ancora, di riservarmi dei momenti per leggere all’ombra, per raccogliere fiori, per accendere candele. 

Ho sperato sempre che le cose andassero bene, ho creduto sempre che le cose sarebbero andate al meglio. 

Spesso ho estratto la carta della Morte: la trasformazione, la rigenerazione. Fare spazio. ricominciare. A volte senza guardarsi indietro, senza fissarsi su quel momento così pauroso. 

Ma questi mesi estivi hanno visto anche la realizzazione di un altro progetto: il festival LA MONTAGNA CHE PARLA, che con la mia Associazione Culturale ha preso vita; ed è stato davvero un successo. A volte è proprio nei momenti difficili che capitano cose belle, che ti portano fuori, che ti spingono ad agire, a prendere forza. A vedere che la vita può essere nutriente e piena.

La formazione per diventare Gestalt Counselor continua, così come il percorso alla Scuola d’Arte sempre alla mia scuola di Counselling: sento che il mio lavoro sta prendendo una nuova direzione, che non lo snatura ma che lo rende più ricco. E so che potrò esserti ancora più utile, ancora più di ispirazione.

Intanto passeggio per i boschi, ascolto le piante, progetto mostre itineranti da realizzare tra gli alberi. Osservo i fiori da vicino. Mi inchino e tocco la terra.

Ricomincio questo Settembre riprendendo a scrivere anche qui, su questo blog: il mio sito ha bisogno di un restyle, e piano piano lo farò – intanto lavoro ai progetti che dalla fine di Settembre prenderanno vita (primo tra tutti, il corso online sugli Arcani Minori!) e curo quello che ho deciso di mantenere. 

Ho iniziato a curare una rubrica sulla mia IGTV (il canale video di Instagram): si chiama SEMI SACRI e ogni settimana ti parlo di una carta dei Tarocchi e di una pianta, collegandole in maniera sottile. Vieni a vedere la prima puntata, cercami su Instagram: sono @alchimistacontemporanea

Tu come hai passato la tua estate? raccontamelo nei commenti!

DI COSA PARLO QUANDO PARLO DI TEATRO (E DI LUNA)

Il teatro è stato, sempre, la costante della mia vita. Fin da piccola, quando a nove anni vidi Ottavia Piccolo che recitava in Anna dei Miracoli. Lì, in quella seggiolina del teatro, dove mi aveva portata mia mamma, decisi: da grande farò l’attrice.

Così è stato, ma non mi sono fermata lì: nella mia vita sono entrate le piante, i Tarocchi, i fiori d Bach e molte altre passioni che fanno di me una multipotenziale. Solo da poco ho scoperto questa categoria, alla quale mi sento di appartenere pienamente e dalla quale mi sento riconosciuta.

In questo periodo il teatro è tornato nella mia vita, perché io stessa gli ho aperto di nuovo la porta. In questa fase però non sono più l’attrice che porta il suo personaggio sul palco, ma sono colei che aiuta le persone a tirare fuori la loro parte più autentica e splendente, anche attraverso la recitazione. Mi sto occupando di teatro come formatrice, in vari progetti e laboratori, e la scuola di Gestalt Counselling che seguo prevede un contatto pieno con questa arte.

Il teatro per me è come la Luna con le sue fasi. In alcuni momenti, brevissimi, è scomparso dalla mia vita – pensavo anche di averci chiuso definitivamente. Ma non era così: piano piano la Luna è cresciuta, ed è diventata piena, splendente. Mi indica la strada.

Giovedì prossimo terminerò il ciclo di laboratori che ho realizzato al Circolo HoChiMinh di Porta al Borgo, a Pistoia. Sono stati quattro incontri, come le quattro fasi lunari. Ogni incontro era dedicato ad una rockstar, ad un idolo dionisiaco e ribelle. Perché il fare teatro non ha nulla a che vedere con il fare, quanto invece con l’essere. Essere in scena, seguire la musica, farsi guidare e scoprire che ogni testo nasconde una miriade di significati.

Il teatro mi insegna ad essere come la Luna. Ogni laboratorio è diverso dall’altro, ogni giorno inventiamo qualcosa di nuovo, che prima non c’era. Ogni mattina, quando lavoro con i ragazzi, improvvisiamo scene semplici per raccontare storie incredibili. La sera, durante le prove di Anna Cappelli e dei Delitti Esemplari (i testi che sto preparando con un gruppo di attori) ogni volta accade qualcosa di nuovo. Ogni volta scopriamo un pezzettino in più di noi e dell’altro. Come la Luna che muta ogni sera, che non è mai la stessa ed è sempre se stessa.

Il teatro e l’azione teatrale sono strettamente connessi alla nostra azione nel mondo: posso portare con me la relazione che ho sperimentato in scena , tradurla.

In teatro c’è bisogno di vuoto, così come ci insegna la Luna Nuova. Le pause, nelle quali avviene molto. L’importanza di non correre, non affrettare, non buttare via. Non si può buttare via quando si è in scena, perché si è importanti. Perché anche il vuoto parla, perché dal vuoto si genera la vita.

La Luna Crescente è il sottotesto; tutto quello che non si esplicita nel lavoro teatrale, ma che c’è. E’ il processo creativo. E’ la costruzione di un personaggio, di una voce, di un gesto. E’ trovare l’inizio, l’entrata, il motore che ci muove.

La Luna Piena è quando l’espressione teatrale ha trovato la sua dimensione – l’essere insieme te e qualcun altro. E’ il dare luce a qualcuno che non esiste e che esiste invece, qui e ora, nel momento in cui ti fai da parte e dai voce e corpo a quel sentire, a quella azione. E’ la manifestazione.

Infine, le note lievi della Luna Calante. Sono l’importanza delle uscite, i respiri tra una parola e l’altra, sono le modulazione più lievi. Il non urlare, il sottovoce, la sicurezza di esserci anche se non gridi.

Nel laboratorio che ho appena tenuto, e che termina tra una settimana, abbiamo assaggiato tutte queste Lune. Ce le siamo messe sulla punta della lingua, e abbiamo sentito il dolce, il salato, il piano, il forte.

Termino con Patti, Patti Smith e la sua Dancing Barefoot: perché una delle prime cose che ho fatto in teatro è stato togliermi le scarpe e sentire il legno del palcoscenico sotto ai piedi.

Here I go and I don’t know why (Vado e non so perchè)
I fell so ceaselessly (Mi sento sempre così)
Could it be he’s taking over me (Può essere che lui mi stia perdendo)

I’m dancing barefoot (Sto danzando a piedi nudi)
Heading for a spin (roteando)
Some strange music draws me in (una strana musica mi attira)
Makes me come on like some heroine (facendomi sentire come certa eroina